Per il Parco del Delta del Po tante idee E un vulnus: la divisione in due Regioni

Al Lido degli Scacchi l’Agorà democratica promossa dal Pd per mettere a confronto i cittadini e le loro istituzioni 

il dibattito

Un confronto aperto, tra cittadini ed esponenti delle istituzioni sul tema “Turismo sostenibile: impatto ambientale e sociale – Il Pnrr ed il ruolo dei parchi”, al fine di raccogliere idee e suggestioni, da tramutare in progetti concreti per il litorale. Al bar Belli del Lido degli Scacchi si è tenuto ieri mattina un vivace incontro, introdotto e moderato dal consigliere regionale ed ex sindaco comacchiese Marco Fabbri, inserito nel ciclo “Agorà democratiche” promosso dal Pd.


FABBRI UN PO’ DELUSO

«Questo vuole essere un importante momento trasversale, di scambio e di raccolta di idee e proposte – ha introdotto Fabbri –, aperto a iscritti e non iscritti del Partito democratico, a cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Un tema di attualità è il Pnrr - è poi entrato nel merito - e lo scopo di questo incontro è quello di fare sintesi tra le proposte legate a prospettive di sviluppo del turismo dentro al Parco del Delta. Dal Pnrr ci si aspettava di più sui Parchi – ha sottolineato il consigliere regionale –, i quali devono avere un ruolo decisivo nel processo di transizione ecologica. Al Parco del Delta del Po sono stati destinati 55 milioni di euro, che dovranno essere spesi bene».

Dopo gli interventi di Aida Morelli, presidente dell’Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po, e di Lorenzo Marchesini, già sindaco di mesola e presidente di Delta 2000, alcuni cittadini, tra loro anche esponenti del Gruppo Civicamente Fuori dagli Schemi, hanno snocciolato idee e suggerimenti.

Per Melania Esposito lo sviluppo del turismo sostenibile può attuarsi attraverso l’implementazione della mobilità ciclabile, partendo dai collegamenti con il Boscone della Mesola, con l’Abbazia di Pomposa, con Ravenna e il Veneto. Tiziano Luciani, ricordando le peculiarità del Parco del Delta del Po, ha evidenziato che «è un’area fortemente antropizzata, in cui vivono 70-80mila persone, con insediamenti produttivi. Ci piacerebbe sviluppare un progetto di comunicazione, coinvolgendo scuole e giovani, per metterli, ad esempio, in contatto con i ristoratori lungo il fiume Po su temi ambientali di sostenibilità, legandoli al ciclo d’investimenti che sul territorio si possono attuare tramite il Pnrr».

DIVISIONE ANTISTORICA

Adolfo Trasforini, esponente storico del Partito democratico comacchiese, dopo aver rilevato che il dibattito sulla creazione di un Parco unico, avviato negli anni ’80, è ancora in corso per il mancato accordo tra istituzioni venete ed emiliano-romagnole, ha chiesto: «Dobbiamo aspettare altri 40-50 anni per arrivare ad un parco inter-regionale? Non sarebbe meglio a questo punto arrivare al Parco nazionale?». Anna Simioli ha suggerito il lancio di attività laboratoriali nel Parco del Delta, alla stregua di quelle seguitissime all’interno della Garzaia di Codigoro. Michele Zanni, invece, ha proposto una revisione della riforma delle Province e del Corpo Forestale dello Stato (soppresso e incorporato nell’Arma dei carabinieri), puntando inoltre «sulle fonti di energia rinnovabili, uno strumento capace di creare coesione e sviluppo sostenibile. Il decreto Milleproroghe e il Pnrr lo consentono».

Tante idee da elaborare e mettere a sistema.

Katia Romagnoli

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