Edificio a fuoco a Bondeno Si indaga per atto volontario

Capannone dato alle fiamme domenica sera, nell’intervento ferito un pompiere Saletti: «L’immobile è in stato fallimentare da anni, a dicembre andrà all’asta»

BONDENO. Quando domenica sera i vigili del fuoco volontari di Bondeno sono arrivati sul luogo dell’incendio si sono trovati davanti ad un muro di fuoco. Erano le 21.30 quando la chiamata è arrivata al distaccamento, a dare l’allarme sono stati i residenti della zona che, vedendo fumo e fiamme dalle finestre di casa, hanno chiamato i soccorsi. Alle 21.45 la squadra è arrivata sul posto con un mezzo aps e la piattaforma mobile ed è entrata in azione. Poco dopo sono arrivati anche i carabinieri di Poggio Renatico, il comandante dei carabinieri di Bondeno, Abramo Longo, il sindaco Simone Saletti, gli operatori del 118 e il capo distaccamento dei vigili del fuoco, Michele Marchetti. Nelle opere di spegnimento è rimasto ferito anche un pompiere che, scivolato su una lastra di vetro, è caduto a terra sbattendo violentemente il braccio. Ci sono volute ore di lavoro intenso per domare le fiamme e il rogo è stato estinto definitivamente intorno a mezzanotte. Difficile pensare alle cause accidentali. Il capannone, in disuso da anni e in stato di abbandono, non è nemmeno servito da energia elettrica. Le forze dell’ordine, che al momento non escludono nessuna pista, stanno indagando per incendio doloso, ovvero appiccato volontariamente. Il vigile del fuoco ferito, dopo le prime cure sul posto, è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona per accertamenti e cure.

L’ACCADUTO


La struttura situata in via Torricelli, attualmente in mano a una curatrice fallimentare, andrà all’asta a dicembre. L’edificio è in balìa dei vandali da tempo; incursioni notturne, rifiuti abbandonati e graffiti ovunque lo hanno decisamente compromesso. I vigili del fuoco, grazie alla loro tempestività, sono riusciti a salvare il salvabile. Ora si tratterà di capire come e perché è stato appiccato il rogo e quale sarà il destino dell’immobile. Ieri mattina sul posto è tornato il sindaco Saletti, accompagnato anche dal comandante della polizia locale, Stefano Ansaloni, e dall’assessore alla sicurezza, Ornella Bonati. «Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire i fatti, difficile pensare che possa trattarsi di un episodio colposo, quindi accidentale», dice il primo cittadino matildeo.

«A dicembre andrà all’asta per essere acquistato e riqualificato. In questi anni l’amministrazione si è sempre occupata di mantenere decoroso lo spazio circostante oggetto del fallimento, nonostante non fosse di proprietà dell’ente, eseguendo anche lavori di pulizia delle aree verdi circostanti. Quando l’immobile sarà venduto – sottolinea – chiederemo certamente al curatore il rimborso delle spese sostenute». Sui fatti di domenica sera Saletti dà piena fiducia alle forze dell’ordine e dice che presto i carabinieri riusciranno a risalire alla “pista giusta”.

MESSA IN SICUREZZA

«Fra le prime azioni che ho condotto – conclude il sindaco –, ho telefonato alla curatrice fallimentare, la quale era ancora all’oscuro dei fatti, per informarla sullo stato dell’arte e sulle prossime azioni che prenderò. Ad esempio, sulla base del resoconto e delle richieste dei vigili del fuoco, arriverà un’ordinanza per la messa in sicurezza del luogo, il che comporterà una pulizia dell’area attorno all’edificio, oltre a una tamponatura delle porte e delle finestre aperte. Ci assicureremo anche che l’immobile sia assolutamente sicuro per le persone che potrebbero circolarvi attorno».

I PRECEDENTI

Per un certo periodo di tempo nei locali dell’immobile ha funzionato un bar, in seguito chiuso, mentre gli spazi al primo piano sarebbero dovuti diventare uffici. Il fallimento dell’azienda di Milano proprietaria dello stabile non ha agevolato le cose. Nelle notti immediatamente precedenti al rogo l’immobile era stato preda di incursioni notturne durante le quali sono andati in frantumi alcuni vetri. Dopo l’incendio ed il sopralluogo di ieri i militari dell’Arma hanno acquisito nuovi elementi, per cercare di ricostruire l’accaduto.

Mi.Pe.

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