I familiari: «Attendiamo i risultati dell’inchiesta»

La perizia medico legale del consulente della procura Giorgio Viel è in corso. A questa si aggiunge la perizia informatica che la procura ha affidato al tecnico Giuseppe Montagnola che dovrà “aprire” cellulari e computer del dottor Alberto Dallari, indagato per omissione di soccorso e per colpa medica per la morte di Mauro Gallerani, il paziente no vax deceduto al Sant’Anna il 7 ottobre, curato a distanza da Dallari, medico volontario di IppocrateOrg. Proprio su cellulare e computer di Gallerani si concentra l’attenzione del perito informatico che dovrà trascrivere le chat che scambiava con Dallari, su terapie da seguire, farmaci prescritti dal 25 agosto al 3 settembre, quando Gallerani venne ricoverato al Sant’Anna, morendo un mese dopo. La presenza dei due periti è fondamentale per l’inchiesta aperta dal pm Savino: il perito dovrà indicare con certezza il contenuto di cellulari e computer (le mail) scambiate da Gallerani e Dallari, e quindi il medico legale dovrà stabilire, incrociando quei dati ai risultati medico legali, se vi possa esser stata una omissione di soccorso, alla luce del fatto che i valori di saturazione di Gallerani dal 25 agosto in poi erano tutti sotto soglia d’allarme e Dallari non indicò mai – almeno dalle comunicazioni conosciute – di recarsi immediatamente al pronto soccorso. Gli stessi familiari di Gallerani che hanno partecipato agli atti (notifiche dell’autopsia) sono in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. Il legale che li rappresenta, l’avvocato Carlo Cardi spiega che il cugino (uno dei parenti più diretti di Gallerani) non sapeva cosa fosse successo (l’ha appreso dai giornali) e non aveva rapporti da tempo con Gallerani, persona solitaria. «Ora attendiamo l’esito dell’inchiesta penale e poi se dovessero emergere responsabilità, si valuterà come muoverci anche dal punto di vista civilistico».

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