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Bimbo morto annegato, otto mesi al titolare. La mamma sarà processata

Il proprietario ha scelto di patteggiare. Parti offese risarcite, Niente riti abbreviati per la madre, accusata di non aver vigilato sul piccolo,  che ha scelto il dibattimento: Il difensore: «È molto determinata, ha preso questa decisione con dignità e fermezza»

BOSCO MESOLA. Un processo indubbiamente particolare, come ravvisato da tutti ieri mattina in tribunale, a partire dal pm Longhi. La storia è quella di Maxsimiliano Grandi, il bimbo di soli 4 anni annegato il 13 luglio 2020 nella piscina di un agriturismo a Bosco Mesola. Vicenda che vedeva imputati il titolare dell’agriturismo Cà Laura, Gabriele Mantovani, e la mamma del bimbo, Veronica Romanelli. Da ieri è finito questo doloroso percorso per Mantovani che, difeso dall’avvocato Mirca Ferrari, ha optato per il patteggiamento: per lui otto mesi di pena, sospesa con tutti i benefici previsti dalla legge.

Inoltre, tutte le parti offese sono state risarcite, dal padre del bimbo (Erik Grandi, ieri assente in Tribunale), allo zio, la nonna e gli altri tre figli di Romanelli. Ieri in udienza era presente anche il legale della compagnia assicurativa, che ha confermato come tutte le somme siano state regolarmente liquidate.


IL PROCESSO

Discorso opposto per la mamma del bimbo, che ha rinunciato a riti alternativi, abbreviato o patteggiamento e, dunque, dal 21 marzo del prossimo anno per lei comincerà il processo vero e proprio. «La mia cliente è molto determinata - commenta il suo legale, Gianni Ricciuti -, sa i rischi che corre con questa scelta, ma l’ha adottata con dignità e fermezza».

Ricordiamo che la tragedia è avvenuta in una giornata di festa, con la piscina piena. Il bimbo è sfuggito al controllo della madre finendo in piscina, dove nessuno si è accorto che stava annegando. Una tragedia consumata in tre soli minuti, con la madre che è la prima a volerci vedere chiaro, «voglio siano fatto ulteriori accertamenti, lo devo a mio figlio - ha dichiarato ieri la donna -. Più verità esce, meglio è. Si deve andare sino in fondo, ma non è questione di fare la guerra a qualcuno e sono consapevole dei pro e dei contro della mia scelta».

D.B.

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