C’è attesa a Coronella per il Palacaplaz Ospiterà sport e sagre

La struttura sarà ultimata entro l’anno, poi le prove tecniche E in caso di emergenze sarà base della Protezione civile

CORONELLA. Il Palacaplaz di Coronella si prepara a diventare vero punto di riferimento per tutta la comunità. La struttura ospiterà attività sportive ma anche sagre e, all’occorrenza, i volontari della Protezione civile. Il nuovo edificio che sta sorgendo accanto al campo sportivo del paese ha subìto una battuta d’arresto a causa dell’emergenza sanitaria, ma ora l’azienda competente si prepara spingere sull’acceleratore per recuperare il tempo perduto.

Entro fine anno il Palacaplaz sarà realtà e, una volta terminato, si procederà con le prove tecniche e i collaudi. Costo complessivo dell’opera: 250mila euro. Andrea Carletti, presidente della polisportiva di Coronella, preferisce non sbilanciarsi; questione di scaramanzia. «Sarà una struttura simile a quella di Casumaro – spiega Carletti – con archi lamellari in legno, doppia intercapedine e copertura in tessuto gommato».


TRAGUARDO PIù VICINO

Il Palacaplaz, che con il suo campo polivalente potrà ospitare più discipline sportive, è stato riconosciuto dal Coni provinciale. «Siamo felici perché si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel e – prosegue il presidente –, dopo le fondamenta realizzate la scorsa primavera, i materiali per la copertura arriveranno nelle prossime settimane».

L’impianto sportivo ospiterà anche la sagra e i tradizionali appuntamenti mangerecci che si svolgono a Coronella; i commensali potranno finalmente tornare ad avere un tetto sopra la testa. «Con l’amministrazione comunale di Poggio Renatico ci siamo anche accordati per far diventare il Palacaplaz base della Protezione civile in caso di necessità. Ci ricordiamo tutti quello che successe nel 2012 con il terremoto, avere un luogo capace di rispondere in maniera funzionale alle esigenze della cittadinanza è fondamentale. In più – conclude Carletti –, grazie alla cucina e ai servizi igienici saremo pronti anche ad ospitare sfollati. Dopo il 2012 abbiamo capito che bisogna essere pronti a tutto».

Samuele Govoni

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