Provincia meno leghista del prevedibile Ma per il Castello è derby nel centrodestra

La vittoria dem a Cento sposta poco, in vista delle elezioni del 18 dicembre sembrano ora in pole Bergamini e Saletti

L’impronosticabile, almeno fino a qualche settimana fa, vittoria del candidato dem Edoardo Accorsi nel ballottaggio di Cento, un qualche effetto sulla mappa politica del Ferrarese ce l’ha, anche in prospettiva di un passaggio-chiave: l’elezione del nuovo presidente della Provincia. Il 18 dicembre, data che deve ancora trovare una conferma ufficiale ma che viene data ormai certa, consiglieri comunali e sindaci ferraresi sceglieranno il successore dell’attuale reggente Nicola Minarelli, e la sommatoria dei voti ponderati dà, oggi come prima del voto centese, in vantaggio il centrodestra. Il quadro si è però fatto più complesso e il margine dell’alleanza a trazione leghista potrebbe risultare meno consistente, diciamo un 7 consiglieri a 5 invece del più rassicurante 8-4. Conseguenze? Il rientro in gioco di Riccardo Bizzarri, sindaco centrista di Masi, sul quale pende il veto di Fratelli d’Italia, come presidente di raccordo, in grado di tentare una gestione quasi unitaria ad esempio del tavolo sui milioni del Pnrr, convocato appunto dalla Provincia. Anche se in realtà la Lega, nonostante la battuta d’arresto dell’Opa verde sulla provincia, ha tutta l’intenzione di mettere il cappello sulla poltrona del Castello, in maniera più o meno diretta.

L’allungamento di un anno rispetto alla prima scadenza possibile, subito dopo le dimissioni dell’ex presidente Barbara Paron, ha ridotto le chance di Roberto Lodi, il sindaco di Terre del Reno che nel dicembre scorso aveva appunto dato la sua disponibilità a guidare il centrodestra: a primavera sarà impegnato nelle elezioni comunali, appuntamento ravvicinato.


In pista a questo punto appaiono due sindaci che in qualche maniera sono legati al nocciolo duro leghista della provincia, cioè il moderato Simone Saletti, che governa la “culla” del Carroccio nostrano, ovvero Bondeno; e Davide Bergamini, che della Lega è coordinatore provinciale, e da un paio di settimane è primo cittadino di Vigarano Mainarda. Entrambi lasciano aperto uno spiraglio. «Condivido l’opportunità di trovare il candidato più rappresentativo del centrodestra ferrarese, con un minimo di esperienza amministrativa» dice ad esempio Saletti. Bergamini, che annuncia sul tema un incontro dei partiti e dei sindaci della coalizione «a brevissimo, già la prossima settimana», a domanda esplicita risponde solo che «la disponibilità da parte mia ci può essere, se favorisce l’equilibrio nel centrodestra».

Sullo sfondo resta l’ipotesi di una terza lista, di civici centristi, che Bizzarri potrebbe essere tentato di mettere in campo. Con l’orizzonte delle amministrative 2024 di Ferrara ancora lontano ma già presente in tutti i ragionamenti.

Stefano Ciervo

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