Truffa Cas Il processo per i migranti deve ripartire

Ritorna indietro il processo sui presunti mancati controlli e truffa nelle strutture di accoglienza (i Cas) per migranti: il giudice Russo, ieri mattina, ha rimandando il fascicolo al presidente del tribunale, poiché si è astenuto avendo avuto in precedenza giù un ruolo nell’indagine (aveva deciso un decreto di archiviazione) e dunque ravvisando una possibile incompatibilità ha trasmesso tutto al tribunale affinché disponga una nuova data per l’udienza e valuti la nomina di un altro giudice. Ieri mattina, come richiesto dalla procura (pm Maggioni) si sarebbe dovuto decidere se processare o meno i 5 imputati rimasti: tre dirigenti della “Coop Vivere qui” che gestivano i cinque Cas tra Poggio Renatico e Vigarano, accusati di truffa sulle quote che lo Stato pagava per ogni migrante; e due funzionari della Prefettura e dell’Asp comunale, per presunta omissione di controlli su quei centri che intascavano appunto il contributo di 27 euro e 49 centesimi per ogni migrante ospitato.

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