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Ferrara. Turismo, è ripresa. Prenotazioni su Booking vicine ai livelli del 2019

Secondo i dati del portale Ferrara va meglio di altre realtà. La città d’arte è calata meno di Firenze, Comacchio al top 

La ripresa del settore turistico in questo primo “post pandemia” è stata al centro di una conferenza-dibattito organizzata da Confesercenti, con la intenzione di analizzare i dati dei primi otto mesi del 2021 mettendoli a confronto con lo stesso periodo del 2019, saltando a piè pari il 2020 per ovvie ragioni. Dati nazionali e regionali, con un occhio di riguardo a Ferrara e Comacchio, capisaldi della offerta turistica della nostra provincia. Il tutto all’interno de “La città che vorrei”, la punta di diamante delle attività della associazione. In “modalità mista”, da casa ed in presenza, tanti esperti di settore legati fra loro dalla parola turismo, con il presidente Nicola Scolamacchia a far da padrone di casa.

Dati confortanti


Diciamo subito che i dati sono confortanti. «L’estate è stata generalmente più che positiva in senso generale – ha detto Corrado Luca Bianca, coordinatore nazionale Assoturismo, anche se le città d’arte hanno come sempre sofferto – resistendo meglio del previsto in alcuni casi – anche in virtù della quasi totale assenza del turismo straniero. Gli interventi mirati del governo a rifinanziare i provvedimenti presi saranno più che importanti in tema ripresa, così come il miliardo e 700 milioni di euro a finanziare un superbonus riqualificazione ed un fondo di garanzia per imprenditorialità under 35, femminile e nel sud Italia».

I dati sono stati poi sviscerati dal direttore scientifico di Cst, Alessandro Tortelli, un volume di dati imponente dove trarre le conclusioni è davvero arduo, anche perché le controtendenze sono dietro l’angolo. «In un quadro generale di città d’arte che parla di -67% nel confronto dei primi 8 mesi fra 2019-21, Ferrara col suo -44,98% ha tenuto rispetto ad altre realtà come Bologna e Firenze che sono in maggior sofferenza, ha detto Tortelli, forse per i concetti di spazio e natura che son stati alla base delle scelte turistiche post Covid. Nei mesi di giugno-luglio ed agosto il 2021 di Ferrara è stato migliore del 2019 nonostante non sia alta stagione. Per Comacchio, agosto è stato migliore, mentre gli altri mesi erano più o meno sui livelli di due anni fa. Mercato italiano ed europeo in netta ripresa per entrambe le realtà, forse per il cambio di modello di consumo, le caratteristiche del fare vacanza. Maggior spazio, sicurezza, opzioni per trekking e mountain bike». Outdoor insomma.

Carta canta

«Il dato che porto subito come esempio, ha detto l’Assessore al turismo Matteo Fornasini, è relativo alla MyFe card che viene data a chi pernotta da noi. Al 30 settembre siamo oltre il 50% in più rispetto al 2019 ed è la dimostrazione che Ferrara attira. Come amministrazione – ha proseguito – abbiamo fatto investimenti su eventi e iniziative culturali facendo promozione quando gli altri erano fermi e questo sta dando i frutti sperati. Coi dati di oggi torneremo a fare l’Incendio del Castello in presenza; verosimilmente ridotta, ma con la gente ed è evento che le strutture ricettive possono già vendere. La nostra grande sfida è aumentare la permanenza media del turista in città che ora è di due notti. Per questo faremo eventi da inizio novembre a fine festività, con una sorpresa fra Natale e Capodanno che non posso ancora svelare». A suffragio della “positività” i dati di Booking.com. «Ferrara è andata sicuramente meglio di altre realtà – hanno detto Arianna Bauckneht e Giulia di Camillo, manager del portale - I dati maggio-agosto sono vicino al 2019 come prenotazioni con cancellazioni in calo».