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Isit, adesso i genitori puntano al Tar: "Dalla Provincia nulla di concreto"

Riesplode il nodo spazi scolastici con un'iniziativa delle famiglie

CENTO. «La Provincia non ha modificato le sue decisioni. Verificheremo con i genitori la loro disponibilità a proseguire la battaglia, rivolgendoci al Tar. Siamo decisi a far valere le nostre ragioni che vanno dal diritto allo studio alla tutela della salute e della sicurezza dei nostri ragazzi».
Per il Comitato Genitori dell’Isit Bassi Burgatti di Cento l’incontro in Provincia non ha sortito il risultato sperato. Come riferisce il presidente Fabio Goretti, «non è emerso proprio nulla di nuovo. Il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Franceschi, non ha fatto altro che ripetere la posizione della Provincia e ribadire la scelta fatte sia sul fronte degli spazi scolastici, sia in merito dell’utilizzo della nuova palestra data alle Taddia di Cento, dal momento che l’istituto non può più usufruire del Palazzetto dello Sport. Per i nostri 800 e più ragazzi dell’Isit, la destinazione rimane la palestra della Giovannina ipotizzando, ma solo ipotizzando, l’introduzione di un pullman per il trasporto. Ma nulla di concreto. Anche il presidente della Provincia Minarelli non ha aggiunto nuove prospettive».
Per aggiornare tutti i genitori dei 1.700 ragazzi dell’istituto superiore di via Rigone è previsto a breve un incontro via web promosso dal Comitato: «Sarà occasione – spiega Goretti – per riferire ai genitori l’esito dell’incontro e per chiedere, a questo punto, l’autorizzazione a procedere, portando il “caso Isit” nelle aule del Tar. Verificheremo la fattibilità del ricorso e chiederemo alle famiglie un contributo per sostenere il percorso legale. Una battaglia che come Comitato Genitori intendiamo portare avanti, per far valere i diritti dei ragazzi ad avere spazi scolastici adeguati, in modo che possano usufruire di tutte le aule della succursale, anche delle ultime sei non ancora in dotazione al Burgatti, oltre ad utilizzare la palestra che è stata realizzata accanto all’istituto di via Rigone. Far andare oltre 800 ragazzi alla Giovannina ci pare una decisione illogica e incomprensibile: invertendo le sedi e assegnando la Giovannina alle scuole Taddia e al nostro istituto la nuova palestra, si eviterebbe lo spreco di tempo e la pericolosità insita nello spostamento».

Beatrice Barberini