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Vogliono diventare boscaioli diplomati:«Così sapremo lavorare biomasse»

Tre ferraresi frequenteranno uno specifico corso a Modena. Saranno subito impiegati nella filiera dell’energia “verde”

FERRARA. Parlare del mestiere del tagliaboschi nell’imprenditoria ferrarese può sembrare fantasioso. In realtà è una professione molto allineata alle caratteristiche del nostro territorio, dove si sviluppano molti ettari di campagna e sono presenti estese aree golenali, ed è pure sorprendentemente di attualità. Per questo tre professionisti ferraresi del settore seguiranno un corso riconosciuto dalla regione Emilia-Romagna, che si terrà nelle prossime settimane in provincia di Modena. A spingere Paolo Baruffa, il cugino Francesco Cirelli ed Antonio Giannini (con un passato in politica da sindaco a Ro Ferrarese) a portarsi ai piedi degli Appennini è la realtà presso la quale operano, a contatto con l’ambiente, in particolare nel settore di lavorazione biomasse vegetali, recupero del legno e imballaggi in legno e materiali di filiera agricoli.

Una realtà imprenditoriale sorta con autentica passione da un’idea di Baruffa, il quale aiutato dal papà Claudio e dalla moglie Sara Buzzoni ha fatto nascere Ecoestense, impresa iscritta all’albo dei gestori ambientali. Sedici le persone impiegate quotidianamente nelle attività dell’azienda, che hanno come obiettivo principale la tutela dell’ambiente e la possibilità di recuperare il più possibile materiali ritenuti erroneamente di scarto, che invece possono essere recuperati per produrre energia.


Proprio per effettuare una valutazione corretta dell’intervento boschivo da eseguire e di poterlo svolgere in tutta sicurezza è necessario acquisire l’iscrizione albo regionale delle imprese operanti nel settore forestale, frequentando appunto il corso per tagliaboschi. «È possibile recuperare scarti provenienti dalla filiera agricola oppure “da ex rifiuti” (sfalci e potature) – spiega Baruffa – Dalla filiera agricola troviamo la legna da ardere, il cippato ed il pellet, che sono i materiali legnosi più utilizzati come biocombustibili e servono per alimentare i moderni sistemi di riscaldamento quali caldaie, stufe e altri apparecchi domestici». La lavorazione e lo stoccaggio di questi materiali legnosi verrà presto effettuata presso una sede staccata dell’azienda che si svilupperà a Mirabello, per la successiva fornitura di centrali di biomasse per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Le biomasse vegetali sono invece fonti energetiche rinnovabili non fossili. «La parte biodegradabile di prodotti e residui provenienti da sfalci e potature, dalla silvicoltura nonché la parte biodegradabile di rifiuti possono essere riutilizzate per produrre combustibile termoelettrico» conclude Baruffa. Attività davvero importanti per la salute, svolte con una attrezzatura all’avanguardia, ma soprattutto con autentica passione per l’ambiente.

Stefano Balboni

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