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Vaccino in farmacia, la richiesta fa flop

L'utenza si è ridotta e negli esercizi la domanda non è sufficiente a sostenere il servizio. I titolari: impegnati con i tamponi

FERRARA. L’avvio delle vaccinazioni anti-Covid in farmacia è rimasto di fatto solo sulla carta. Il piano, che coinvolge in provincia 18 esercizi specializzati che hanno aderito alla chiamata della Regione, è stato sostanzialmente superato dalla proroga che ha allungato l’attività degli hub vaccinali dell’Asl fino a fine anno e dai nuovi servizi presi in carico dalle farmacie, in particolare l’esecuzione dei tamponi rapidi che hanno registrato negli ultimi giorni un boom di richieste.

Per avere la conferma del flop è sufficiente telefonare in farmacia. Tra quelle che avevano aderito (3 a Bondeno, 2 a Cento, 1 a Codigoro, 2 a Comacchio, 1 a Copparo, 6 a Ferrara, 1 a Terre del Reno, 1 a Tresignana e 1 a Vigarano Mainarda) prevale l’idea di non impegnarsi in questa fase per svolgere un’attività che richiede spazio, personale, garanzie di sicurezza e responsabilità in aggiunta a quanto già oggi sono chiamate ad offrire le farmacie. Uno dei motivi che rendono ostica la presa in carico della nuova funzione è rappresentato dal numero minimo di prenotazioni acquisibile per la giornata. Da ogni flacone del vaccino Modena (Spikevax), infatti, si possono prelevare undici dosi e per evitarne lo spreco occorre avere un numero minimo di undici utenti al giorno ai quali somministrare il siero, innalzabili per multipli di undici. Solo in questo modo tutte le dosi del vaccino contenute in ogni fiala vengono inoculate senza perdere anche piccole quantità del preparato. C’è da aggiungere che nelle ultime settimane la domanda di nuove vaccinazioni si è molto ridotta.

«Finora abbiamo ricevuto pochissime richieste dall’utenza. Inoltre per chi deve vaccinarsi l’accesso in un hub è più veloce, comodo e pratico», spiegano i titolari della Farmacia Villa Fulvia, nella zona est di Ferrara. Le code per i tamponi, davanti agli esercizi, parlano chiaro: un’altra fila per i vaccini, a fianco dell’altra, rischierebbe di bloccare l’attività ordinaria, quella “classica” non legata ai nuovi servizi offerti per contrastare la diffusione della pandemia. I colleghi della Farmacia Lodi, in centro, aggiungono che «questa prestazione impone un certo impegno di ordine burocratico per la compilazione dei documenti imposti dalla procedura oltre a responsabilità importanti. Per questo motivo ci siamo messi in stand by». I farmacisti sarebbero anche disponibili a vaccinare «a farmacia chiusa, ma le richieste non sono state sufficienti per attivare il servizio». Lo stesso scenario descritto dalla Farmacia Jublin, sempre a Ferrara, dove «sono giunte poche prenotazioni» e dalla Farmacia “Cavalieri D’Oro”, di Comacchio. Tutte confermano di essere molto impegnate in questi giorni con l’esecuzione dei tamponi rapidi e qualcuno annuncia di «aver riscontrato qualche difficoltà nelle forniture negli ultimi giorni».

Gi.Ca