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Omicidio Bergamini: l’ex fidanzata Isabella da oggi a processo

Prima udienza in corte d’assise a Cosenza: Internò alla sbarra. La sorella e paladina della verità Donata deve dare forfait

BOCCALEONE. 18 novembre 1989-25 ottobre 2021. Manca meno di un mese al 32º anniversario della morte di Donato “Denis” Bergamini: oggi, con un ritardo inconcepibile, si apre il processo a carico della sua ex fidanzata, Isabella Internò. Il capo d’imputazione è pesantissimo: omicidio, in concorso con ignoti. Alla corte d’assise di Cosenza approda così il lavoro svolto con la terza inchiesta sulla morte del calciatore di Boccaleone, astro nascente in maglia Cosenza, stroncato nel fiore degli anni (ne aveva compiuti 27 da due) e della carriera.

Un’inchiesta voluta dal magistrato Eugenio Facciolla, poi trasferito, e conclusa dal pm Luca Primicerio, che davanti al Gup di Castrovillari, Lelio Festa, ha sostenuto l’accusa, ottenendo il rinvio a giudizio, corroborato dalle carte, dalle evidenze portate a sostegno dai legali della famiglia Bergamini, ultimo e decisivo lo studio di Fabio Anselmo con le assistenti Alessandra Pisa e Silvia Galeone.


Ora il tribunale calabrese non dovrà stabilire se sia stato omicidio, questo è sancito da anni dall’ultima autopsia eseguita sui resti del povero Denis. No, il procedimento si apre per stabilire le responsabilità, fermo restando che nei giudizi precedenti furono commesse false testimonianze, come acclarato dagli esami autoptici acquisiti in incidente probatorio. A risponderne, oggi, la sola Internò, mentre è rimasto fuori dal processo suo marito, allora poliziotto, così come gli “ignoti” con cui l’allora ventenne, oggi 52enne, Isabella avrebbe teso la trappola a Denis, che venne poi stordito e, già morto o moribondo, adagiato sulla strada, in un sabato piovoso, sulla statale Jonica a Roseto Capo Spulico, per essere schiacciato da un camion carico di mandarini. Fuori dal processo anche il camionista, a suo tempo assolto dall’accusa di omicidio colposo.

Sarà il processo degli assenti. Oltre alla lista degli imputati, certamente monca, c’è chi non potrà esserci. Anzi tutto papà Domizio, che ha lasciato questa terra senza avere giustizia, dopo aver lottato come un leone per decenni pur di ottenerla. Non ci sarà sua moglie, madre ferita nel profondo dalla perdita del figlio. Ma, soprattutto, non ci sarà Donata, la sorella di Denis, per trent’anni indomita paladina per l’affermazione della verità sull’omicidio: proprio ora ne sta pagando le conseguenze.

Sergio Armanino

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