Contenuto riservato agli abbonati

Certosa di Ferrara, il recupero non è finito: ancora aree inagibili

Ultimi interventi nella settimana che precede la Commemorazione dei defunti.  Dopo il sisma, una lunga opera di ricostruzione, ma c’è ancora da lavorare

FERRARA. I giardinieri in questi giorni hanno intensificato i lavori di pulizia di piante e alberi con una particolare attenzione anche al taglia l’erba nelle zone verdi della Certosa. Si prepara la lunga settimana che precede la Commemorazione e dove si moltiplica per tradizione l’afflusso dei visitatori al cimitero monumentale di via Borso. In questi anni la Certosa cittadina è lentamente tornata agli standard pre-terremoto, dopo che le scosse del maggio 2012 avevano danneggiato molte zone, con la chiusura di alcune aree di sepoltura precludendone l’accesso al pubblico. Dopo quasi nove anni e mezzo di lavori, con graduali riaperture, in questo lungo periodo la Certosa è ritornata quasi del tutto agibile tranne pochissime zone ancora off limits, ma è una piccola parte.

[[ge:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.40851294:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2021/10/26/news/e-sciopero-per-la-morte-di-yaya-mobilitazione-per-il-risarcimento-1.40851294]]

Esistono comunque ancora degli interventi da effettuare, sia per restituire l’intera fruibilità al complesso certosino, ma anche per sistemare alcune situazione di degrado che non sono state ancora risolte.

È il caso del muto di cinta che divide l’ingresso della certosa nella zona ovest. Da anni si trova transennato e con una parte della delimitazione in mattoni che sembra sia stata colpita da un bombardamento. In attesa che venga sistemato, (non si sa quando), meglio girare al largo anche dalle transenne.

Anche l’area Massari non gode di buona salute. Dopo il crollo di un soffitto nel corridoio d’accesso nel dicembre del 2009, la zona viene monitorata in continuazione, con alcuni edifici con crepe che sono state riprese. Resta comunque, più che da altre parti, il fenomeno delle tombe, specie quelle marmoree più voluminose, che tendono a sprofondare nel terreno.



Situazioni di degrado si percepiscono nitidamente quando si arriva nel luoghi coperti dei grandi claustri, quelli che in questa fase sono state delimitati con reti anti-piccione. In alcuni punti c’è anche un delimitazione che non consente l’accesso alle tombe e preclude pertanto la possibilità ai parenti di mettere un fiore nel luogo di sepoltura del loro caro. Per fortuna il caso numericamente si è ridotto in maniera esponenziale man mano che si sono completati i lavori di riqualificazione soprattutto dei grandi claustri. Sono stati sistemati i colonnati, ma c’è da rilevare però che alcune lapide poste nei muretti sono staccate, dando un’impressione posticcia e di degrado.

Delimitazioni anche in prossimità della zona esterna absidale della chiesa di San Cristoforo, dove le transenne impediscono il passaggio.

San Cristoforo

Il tempio di San Cristoforo alla Certosa è stata oggetto in questi anni di una laboriosa opera di ristrutturazione e ricostruzione, per sanare le pesanti ferite inferte dal terremoto del 2012. Addirittura fu l’unica chiesa ferrarese che subì danni dal terremoto del 30 ottobre 2016 nel Centro Italia e fu chiusa al pubblico pochi mesi dopo la riapertura parziale. Ora con interventi che hanno riguardato i muri portanti, la facciata e anche le volte del tempio rossettiano, la chiesa è tornata nel suo splendore originale, a parte un brutta macchia di umidità in corrispondenza della parete destra del transetto. Anche le opere d’arte sono state collocata negli altari laterali e le pale nei transetti. Per una maggiore fruizione ai visitatori in questo che è un vero museo d’arte bisognerebbe mettere i cartellini per indicare autore, titolo e data dell’opera esposta. Ma si arriverà anche a questo, speriamo entro l’anno.