Ferrara. «Ufficio anagrafe a un passo dal collasso»

Denuncia dei sindacati: «Code e disservizi, intervenga il prefetto». Impiegati costretti a fare i centralinisti, la rabbia degli utenti

FERRARA. Nervi a fior di pelle all’Ufficio anagrafe del Comune di Ferrara, dove il personale lamenta lo stato esangue dell’organico. Ieri mattina lunghe code davanti all’ingresso dei servizi demografici in via Fausto Beretta, e polemiche e rabbia tra i cittadini costretti a fare file di decine e decine di metri. Un caso che rischia nelle prossime ore di approdare, come i sindacati hanno minacciato, sul tavolo del prefetto.

«Se il personale è insufficiente – tuona una donna, una delle tante in coda – il Comune si attivi per coprire i posti vacanti».


Il problema, infatti, è legato, secondo i sindacati (Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto un incontro con la stampa proprio sotto il porticato di via Beretta) «alla mancanza del personale, che costringe i pochi presenti (40 i dipendenti in tutto tra Elettorale, Anagrafe e Stato civile, ndr) a veri e propri tour de force per coprire anche il centralino. Chi sta svolgendo il proprio lavoro al computer o all’accoglimento utenti, deve sobbarcarsi anche il disbrigo delle telefonate in entrata. È una situazione insostenibile».

Dipendenti, peraltro, non tutti a pieno regime operativo, mentre nelle prossime settimane le fila dei servizi demografici si assottiglieranno ulteriormente con il pensionamento di altri dipendenti. «Senza un cambio di passo – hanno detto Luca Greco della Cgil, Leonardo Uba della Uil e Mariarosaria Rea della Cisl – o meglio, un ricambio generazionale, il settore dell’anagrafe del Comune di Ferrara rischia di soccombere sotto il peso delle richieste e della grande mole di lavoro a ranghi ridotti. Tra l’altro – rincarano la dose i sindacalisti – l’intenzione già annunciata del Comune è quella di esternalizzare i servizi di centralino e prenotazioni online a una ditta con comprovata esperienza nel settore; la scelta – dicono ancora i sindacati – secondo il Comune dovrebbe sottrarre queste attività agli operatori dei servizi demografici che potrebbero meglio dedicarsi ai soli compiti propri di ufficiale di anagrafe e stato civile. Abbiamo espresso contrarietà rispetto a tale ulteriore proposta di esternalizzazione, oltre a evidenziare la difficoltà a trovare sul mercato ditte esterne capaci di rendere in modo adeguato tale non semplice servizio».

C’è, infine, un altro punto sul quale i rappresentanti dei lavoratori promettono di non abbassare la guardia: «Sono quei 600mila euro che dovrebbero servire per le assunzioni a tempo indeterminato – precisa ancora Greco – e che non vorremmo fossero usati invece per appaltare a privati, ad esempio, i servizi del centralino o per affidare consulenze e incarichi. Servizi sui quali peraltro si stanno abbattendo gli strali dei cittadini utenti. E parliamo di migliaia e migliaia di persone». Insomma una difesa a spada tratta dei servizi del Comune. Ma l’aria che tira non induce a particolari ottimismi.

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