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Deve pagare due volte la multa per un problema di mail

Contestato l’errato indirizzo nell’invio dei dati del conducente oltre al pagamento. «Il secondo verbale va cancellato, si tenga conto della buona fede delle persone» 

POMPOSA. Anio Benazzi, dell’Autoscuola 2000, avendo conoscenze in materia per il lavoro che svolge, a volte si occupa di contravvenzione contestate dai sanzionati. Recentemente ha seguito una vicenda che ha voluto raccontare: «Una donna residente in un paese del Basso Ferrarese nei giorni scorsi ha telefonato riferendomi che, avendo il padre ricevuto una multa di 172 euro con detrazione di 3 punti per aver circolato sulla Romea, in località Pomposa, con limite di 70 km/h, alla velocità di 85,380, meno la tolleranza di legge 80,380 km/h, ha provveduto al pagamento della stessa, che gli era stata elevata appunto per eccesso di velocità, entro 5 giorni per usufruire dello sconto del 30%. La signora aveva anche inviato via mail il modulo con la comunicazione dei dati della patente con allegata copia della stessa del padre, vedendosi poi, alcuni mesi dopo, recapitare una raccomandata con una seconda sanzione di 292 euro per omessa comunicazione dei dati del conducente. A questo punto mi sono fatto inviare tutti i documenti, compreso il riscontro della mail mandata con copia della patente, poi mi sono recato all’ufficio di polizia del Delta di Mesola esibendo i documenti inviatimi dalla signora e indirizzati erroneamente alla posta Pec, chiedendo di considerare la buona fede dovuta alla dubbia indicazione presente nel retro del verbale “invio tramite mail pmfiscaglia@comune.fiscaglia.fe.it o Pec comune.fiscaglia@cert. comune.fiscaglia.fe.it, ottenendo come risposta che il verbale era perfetto, mentre io e la signora non sapevamo leggere la lingua italiana invitandoci a contattare l’ufficio verbali».

TOGLIERE ALTRA MULTA


«A questo punto - prosegue - ho inviato copia dei documenti all’ufficio giusto ottenendo la risposta che il sistema Cert, da loro utilizzato, rifiuta la posta normale senza che rimanga traccia nel loro archivio, con il risultato che il riscontro della signora vale nulla. Hanno poi provveduto a interessare il tecnico informatico che ha confermato che il sistema Cert non avvisa dell’erroneo invio, anche se prove fatte ora ottengono immediata risposta “Mail Delivery System”, mentre il 16 aprile 2021, alle 18.11 non c’è traccia dell’avviso nel computer della signora. Fra l’altro, nelle comunicazioni mail abbiamo ricevuto questa precisazione: “Vedo con i miei occhi arrivare al nostro Ufficio comunicazioni dati conducenti compilate da persone italo-cinesi, italo nigeriane, italo-marocchine, ecc. ciò dovrebbe essere evidente segnale che le indicazioni fornite non sono scritte in maniera così complicata”».

«Io e lei ci iscriveremo il prima possibile a un corso di lingua italiana per metterci alla pari di cinesi, nigeriani e marocchini, chiedendo nel frattempo al sindaco di Codigoro di restituire al padre i soldi dell’inutile seconda multa, essendo in possesso di riscontro dell’invio corretto dei dati della patente in una delle modalità indicate nel verbale».

Lorenzo Gatti

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