Contenuto riservato agli abbonati

"Noi qui in fila dall'alba per un certificato"

In coda davanti al servizio Anagrafe, il racconto e le proteste degli utenti

FERRARA. Ore di coda, dalle prime luci del mattino fino a mezzogiorno. Sono racconti di ordinario disagio quelli che arrivano da via Fausto Beretta, sede dei servizi demografici che fanno capo al Comune di Ferrara. Che i servizi demografici del Comune stessero attraversando un momento complicato si sapeva. Eppure, nelle ultime ore i toni, che arrivano dai cittadini che di recente hanno avuto necessità di recarsi in quegli uffici, sono divenuti più esasperati del solito. Ci sono persone che, ieri, hanno riferito di aver trascorso in diverse occasioni ore e ore in coda davanti all’ingresso dei servizi demografici in via Fausto Beretta. Servizi che comprendono anche Elettorale, Anagrafe e Stato Civile.
Disagi, par di capire, di cui non è all’oscuro la stessa amministrazione cittadina. È stato proprio il sindaco Alan Fabbri, avvicinato ieri mattina a margine di una inaugurazione, a lasciare intendere in modo netto che la Giunta sta seguendo l’evolversi dei fatti e sta anche prendendo importanti decisioni.
«È inevitabile che con pochi dipendenti i servizi non possano essere ottimali – spiega Carla, una delle componenti della coda che si snoda lungo il portico di via Beretta fin quasi a lambire gli uffici dell’Aci – da quello che si sa parlando tra di noi, e avendo letto i giornali di oggi (ieri per chi legge, ndr) pare proprio che il problema sia l’organico sottodimensionato, con pochi dipendenti che devono sbrigare troppe pratiche». Numerose le segnalazioni che alla fine raccogliamo, spesso simili tra loro. «Siamo qui da due ore – s’infila un ragazzo sulla ventina – devo richiedere un certificato che mi serve per poter iscrivermi a un corso, ma sono ancora qui in fila, fermo». Alcuni dipendenti dei servizi di tanto in tanto escono per chiamare (per cognome e nome) coloro che possono entrare e recarsi allo sportello. La normativa Covid prevede infatti ancora la necessità di non creare assembramenti dentro gli uffici. «È una vergogna, siamo qui da ore – si alza un altro lamento, un’altra invettiva – Ci sono anche persone di una certa età che non possono neanche sedersi».

<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA