Un'altra offensiva dei no vax: decapitiamo il sindaco Sala

Massima allerta per il prossimo G2O a Roma, si temono gravi disordini. Minacce al primo cittadino di Milano

FERRARA. ROMA. Nuovi appuntamenti fissi, ogni martedì e ogni giovedì, si aggiungeranno alle proteste che ogni sabato, ormai da 15 settimane vanno in scena in tante città. Non si placa il movimento No Green pass, che sui social e in rete raccoglie sempre più simpatizzanti, intenzionati a mettere a ferro e fuoco Roma in occasione del G20 e a trasformare l’appuntamento internazionale in una protesta contro il governo Draghi.Sono tante le voci che si rincorrono nelle diverse chat contro il passaporto vaccinale che proliferano su Telegram, dove di volta in volta vengono presi di mira politici, personaggi pubblici, medici e giornalisti. L’ultimo in ordine di tempo è il sindaco di Milano, Beppe Sala, addirittura minacciato di decapitazione per aver parlato in tv dei cortei che ogni sabato paralizzano il traffico.

«La Polizia potrebbe caricare ma il prefetto ovviamente e giustamente non vuole farlo. Servirebbero anche più agenti a Milano», aveva commentato Sala. Frasi che sono state interpretate da alcuni media, come un invito alle forze dell’ordine a usare la mano pesante contro le manifestazioni. Ma il popolo No Green pass si è spinto oltre: sono stati diffusi i numeri di telefono del sindaco e le sue email, oltre a riferimenti al suo indirizzo di casa e sono fioccate le minacce e i commenti al vetriolo. Abbastanza perché il pool antiterrorismo della Procura di Milano, con la Digos e la Polizia postale, indagassero sul caso, in vista delle manifestazioni dei prossimi giorni. L’aggressività in rete ha messo in allerta anche il capo della Polizia, Lamberto Giannini. «I cittadini sono preoccupati, c’è una messaggistica, una narrativa sul web che è preoccupante, abbiamo visto che tante persone alla fine riuniscono questa paura in sentimenti di rabbia e antisistema e si uniscono spesso estremismi opposti. C’è il pericolo che alcuni soggetti cavalchino la protesta coinvolgendo persone tranquille e pacifiche», precisa anche se per quanto riguarda le proteste previste per i prossimi giorni «il web non dà l’immediata percezione dei reali numeri e di quello che può effettivamente accadere».

Da qui al fine settimana sono tanti gli appuntamenti caldi già in programma. A Trieste, città diventata simbolo delle proteste contro il Green pass, un corteo di circa 4 mila persone ha sfilato da Domio fino alla Risiera di San Saba, guidato da Stefano Puzzer, portavoce del Coordinamento 15 ottobre. La Siot, società petrolifera che nel porto di Trieste ha la sua sede, è stata scelta come simbolo per gli interessi economici che rappresenta. In prima fila, oltre ai portuali che indossavano le pettorine gialle, c’erano anche alcuni autisti della Trieste Trasporti, operai della Flexáe della Wartsila. In attesa di ricevere la risposta dal Consiglio dei ministri in programma oggi, sulle richieste inoltrate al ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, Puzzer invita la piazza alla calma: «Se il governo rigetterà le richieste che abbiamo fatto sabato scorso, noi andremo avanti nella nostra protesta, lo faremo pacificamente, anche in porto ma sempre con le stesse modalità, senza però bloccare mai nessuno. Noi non siamo qui per mettere in crisi la nostra città».© RIPRODUZIONE RISERVATA