Vaccino, Figliuolo punta a quota 90

Il generale: siamo all'86 per cento. E torna il tema dell'obbligo

ROMA. Quota 90%. È il traguardo fissato da Francesco Paolo Figliuolo. Il commissario all’emergenza a cui il governo ha messo in mano la campagna vaccinale vuole giungere a una copertura pressoché massima della popolazione. Al momento gli over 12 che hanno aderito alla campagna sono 46 milioni e mezzo, ovvero l’86%. Ma essere ben sopra alla media europea e davanti a Paesi come Germania, Francia e Regno Unito non soddisfa ancora del tutto il generale. «La campagna sta continuando, il nostro obiettivo è sfondare la soglia dell’86% e andare al 90%», spiega. Un successo dovuto al gioco di squadra e che ora si dovrà ripetere anche per la terza dose. Sotto questo punto di vista la strada sembra tracciata.A partire da gennaio, se non prima, la platea dei vaccinabili sarà ampliata a tutti. Una possibilità che il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, definisce ragionevole e, se attuata, decisa su base scientifica. E per chi ancora non si è immunizzato resta in piedi pure l’ipotesi dell’obbligo vaccinale. «Non l’abbiamo mai escluso - precisa Costa - c’è già per alcune categorie e valuteremo, in base ai dati, se introdurlo per altre».

Anche il Vaticano è partito con la somministrazione della terza dose di vaccini anti-Covid. «Nella seconda metà di ottobre - fa sapere il portavoce della Santa Sede Matteo Bruni - la Direzione sanità e igiene dello Stato della Città del Vaticano ha iniziato a somministrarla, dando la priorità agli ultra sessantenni e alle persone con fragilità». Fra questi è ragionevole pensare che ci siano papa Francesco e il papa emerito Benedetto XVI. Per quanto riguarda l’andamento dell’epidemia si conferma il trend al rialzo degli ultimi giorni, ma con un impatto che resta comunque contenuto. I nuovi casi positivi sono 4.598 nuovi casi con 50 decessi e un tasso di positività dell’1% su 468.104 tamponi effettuati. I ricoveri aumentano di 11 unità mentre le terapie intensive restano invariate. E a fare la fotografia della situazione negli ospedali è il report di Agenas, l’agenzia nazionale dei servizi sanitari nazionali riferito al 26 ottobre. I posti letto occupati in area medica salgono al 5% (+1%) mentre resta invece al 4% l’occupazione dei posti in terapia intensiva. Nessuna regione comunque si avvicina alla soglia di allerta, quelle con il maggior numero di letti occupati nei reparti sono Calabria e Provincia Autonoma di Bolzano, entrambe al 9%.

Intanto da nord a sud le farmacie sono pronte a vaccinare le persone contro l’influenza e contro il Covid, anche con il terzo richiamo, che già si può prenotare: a fare il punto è Federfarma sul suo sito. Ma il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, mette in guardia: «Il sistema delle farmacie e dei medici di famiglia è pronto a farsi carico della somministrazione della terza dose solo se i numeri sono ben diluiti nel tempo e contenuti. Ma se dobbiamo continuare a fare grandi numeri in poco tempo come avvenuto finora, gli hub restano la soluzione migliore: vedo molto difficile che farmacie e medici possano reggere 500 mila somministrazioni al giorno».© RIPRODUZIONE RISERVATA