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Ferrara, rischio scioperi all'anagrafe. E i sindacati “sfidano” Coletti: vada dai cittadini

Vertenza esternalizzazioni fissato il 3 novembre il primo incontro in Prefettura. Cgil e Uil: tempi biblici per le residenze? Zero accertatori

FERRARA. Sull’esternalizzazione di un pezzo dei Servizi demografici e in generale la politica delle assunzioni del Comune, i sindacali confederali hanno aperto una vertenza che sfocerà in agitazioni, nel caso non venisse ricomposta. Il primo passaggio è già fissato il 3 novembre in Prefettura, con un tentativo di conciliazione in vista del quale Cgil e Uil, in particolare, “sfidano” l’assessore Cristina Coletti: «Vedremo le risposte che verranno fornite davanti al Prefetto». La stessa titolare dei Servizi demografici viene “chiamata” a presentarsi all’Anagrafe centrale, l’epicentro delle difficoltà del servizio, con le code costanti di cittadini in attesa fin dalle prime ore della mattina: «Invitiamo l’assessora ad andare, come abbiamo fatto noi, in via Beretta, una di queste mattine: si accorgerà così del disagio creato a cittadini e lavoratori».

Cgil e Uil Funzione pubblica si sono poi dedicati a replicare alle affermazioni di Coletti sul numero e la disponibilità di addetti al servizio: sono nominalmente 50, ma «4 sono in uscita causa collocamento a riposo, 5 sono assunti a 30 ore settimanali, 1 con un contratto part time a 18 ore, 1 con un part time a 12 ore, 5 svolgono mansioni di usciere, 1 è in congedo straordinario ex lege 104 a cui da febbraio 2022 si aggiungerà un’altra unità (lasciando l’ufficio elettorale con ben un dipendente), 1 dipendente è assunto con contratto a termine in scadenza il 31 gennaio 2022». Per quanto riguarda gli accertatori, nell’ultimo biennio si è passati da 5 a zero, «lasciando totalmente scoperta tale funzione: ecco perché le richieste sulla residenze hanno tempi biblici di risposta».


Per Luca Greco (Fp Cgil) e Leonardo Uba (Uil Fp), peraltro, «esternalizzare il centralino è un’operazione perfettamente inutile: non abbiamo bisogno di “accompagnare il cittadino nelle richieste”, abbiamo bisogno di dipendenti pubblici che rispondano in tempi celeri alle richieste del cittadino». I due sindacalisti tornano poi sulla polemica relativa ai 600mila spesi «per assumere comunicatori e incarichi fiduciari», in crescita. Mentre attendono risposte sul piano assunzioni del 2022, che prevede 30 unità in più «ma non sappiamo dove né con quali contratti».

S.C.

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