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Argenta, dall’1 gennaio chiuderà la sede Soenergy. I 19 amministrativi trasferiti a Mirandola

La sede Aimag di Mirandola

Sindacati pronti alla mobilitazione: «Mesi di promesse e mancate risposte, fino alla chiusura ufficiale dopo le smentite»

ARGENTA. Sono 19 i (le) dipendenti di Soenergy srl che dal prossimo gennaio avranno di fronte due scelte: andare a lavorare nella sede di Mirandola (Mo) di Aimag o cercare un’altra occupazione. L’allarme è stato lanciato sabato da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, ma in realtà le trattative sindacali con Aimag sono avviate da tempo e dopo un primo segnale positivo in Prefettura lo scorso 22 novembre, ecco il 28 arrivare la doccia fredda: dall’1 gennaio 2022 la sede di Argenta verrà chiusa, restando aperto solo lo sportello per i clienti del territorio.

LA COMUNICAZIONE


Facciamo un passo indietro all’1 gennaio 2021, quando Sinergas spa, società del gruppo Aimag specializzata nella vendita di gas ed energia elettrica a cittadini e imprese nelle province di Modena, Bologna e Mantova, acquisisce (al termine di anni di polemiche per la situazione deficitaria di Soelia, partecipata del Comune di Argenta di cui faceva parte Soenergy) il ramo di azienda di Soenergy slr con sede ad Argenta, operante nel medesimo settore, compiendo un’importante operazione (acquisiti 70.000 clienti e assorbiti 89 lavoratori addetti alla attività amministrativa e alla rete commerciale). «Numeri in grado di competere con i principali player di mercato e offrire nuovi servizi alla clientela - sottolineano dai tre sindacati di categoria -. L’intera operazione connotata da elementi industriali e commerciali positivi, diventa surreale e inaccettabile nella gestione delle maestranze acquisite e nelle relazioni sindacali per garantirne la tutela. Sono molteplici gli incontri svoltisi nell’anno in corso in cui la direzione aziendale, tergiversando, mai ha risposto in maniera chiara e concreta sul futuro del personale, composto in prevalenza da donne con importanti professionalità e competenze. Si susseguono rassicurazioni e dichiarazioni aziendali di buoni propositi e di promesse di miglioramento delle condizioni lavorative, contraddette poi in concreto dalle inadempienze aziendali in materia di applicazione degli stessi accordi sindacali vigenti».

lE CONSEGUENZE

E così i mesi passano. Degli 89 addetti, 30 sono amministrativi/commerciali e i restanti operativi. Ebbene, dei 30 ne sono rimasti 19, perché 11 si sono dimessi a causa dell’incertezza sul futuro della sede di Argenta. «Che solo dopo l’avvio della fase di mobilitazione sindacale viene confermata verbalmente dal direttore della società».

In realtà, i sindacati lamentano prima ancora un accordo disatteso, quello per i giorni di smart working del personale, che dovevano essere almeno due a settimana e invece alla fine risulta essere solo uno. Ma è paradossale quanto avvenuto sulla sede: «Il 22 ottobre davanti al prefetto - racconta il segretario della Cgil chimica, Fausto Chiarioni - ci è stato garantito che la sede di Argenta sarebbe rimasta aperta. Dichiarazione smentita sei giorni dopo, nel corso dell’ultimo incontro sindacale, in cui l’azienda raggelando le organizzazioni sindacali presenti comunica con la semplice visione di una slide che a decorrere dal gennaio 2022 il personale ve rrà trasferito a Mirandola. Ancora più sorprendente la motivazione: si chiude la sede di Argenta perché Sinergas non è in grado di gestire la logistica. Non perché sia in perdita o non sia efficiente, tutt’altro, ma perché non sa come coordinare una sede d distaccata con 19 persone che, se non le si vede, si dubita stiano svolgendo diligentemente il proprio lavoro, anche a fronte di risultati più che efficienti, ogni giorno riscontrabili».

Ovviamente i problemi per chi vive nell’Argentano (alcune dipendenti a Lugo) è notevole dovendo andare ogni a Mirandola in strade provinciali molto trafficate. I sindacati l chiedono alla proprietà, gruppo Aimag, Comuni e soci ordinari, di intervenire a porre rimedio a questa surreale situazione, dichiarando inaccettabile la soluzione proposta e le motivazioni addotte. A seguire direttamente la questione il sindacalista Antonio D’Antoni, che spiega l’entrata in stato di agitazione: «A partire dal 4 novembre ci saranno lo sciopero dello straordinario e delle trasferte per un mese, in attesa di valutare una mobilitazione più importante, anche coinvolgendo i colleghi del gruppo Aimag».

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