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Ferrara, l’azienda rinuncia ai Diamanti: «Prezzi alle stelle nell’edilizia»

La Macoser di Fano aveva vinto i lavori passerella e giardino con un maxi-ribasso. Poche settimana fa la marcia indietro. Il Comune corre ai ripari con un’altra ditta

FERRARA. La fiammata sui prezzi delle materie prime, divenuti tra l’altro quasi introvabili, sta mietendo le prime “vittime”. A prenderci di mezzo è uno dei cantieri più in vista della città, quello del Comune a Palazzo dei Diamanti, che comunque non dovrebbe pagare in termini di durata dei lavori. La ditta vincitrice di uno degli appalti della ristrutturazione del palazzo simbolo del sistema eventi della città, quello tra l’altro relativo alla discussa passerella di collegamento tra i due corpi edilizi, ha infatti gettato la spugna dopo essersi aggiudicato i lavori grazie ad un maxi-ribasso. Si tratta della Macoser di Fano che solo nell’aprile scorso aveva vinto la procedura negoziata indetta dall’amministrazione comunale per il lotto B del cantiere Diamanti, comprendente l’edificazione della passerella in legno e la sistemazione del giardino. La ditta marchigiana aveva battuto cinque concorrenti con una ribasso del 23,160%, un pelo al di sotto della soglia di anomalia del 24,04%, che avrebbe fatto scattare una serie di verifiche, e che era stata superata da altre due aziende. Si trattava di un’offerta molto impegnativa in tempi normali, e che evidentemente nel mondo surriscaldato dell’edilizia dei vari incentivi e della ripresa post-pandemia, è diventato insostenibile.

È successo quindi che qualche settimana fa, quando si trattava di mettere la firma sul contratto per 702.616,08 euro, e dopo aver già versato la cauzione definitiva con fidejussione, l’azienda ha «comunicato la rinuncia alla sottoscrizione del contratto - scrive il Comune - motivata dal “perdurare dello stato di emergenza per contrastare la diffusione del coronavirus, dall’aumento eccezionale dei prezzi e dalla scarsa reperibilità dei materiali da costruzione a partire dal corrente anno, cui consegue l’imprevedibile impossibilità di gestione dell’appalto contestuale alle altre commesse in essere”». In realtà qualche tentativo di trovare un accordo sulla revisione prezzi pre-cantiere ci sarebbe stato, vanificato però dai paletti di legge.


Al Comune non è restato che revocare l’affidamento e cercare un sostituto tra le aziende che hanno presentato altre offerte valide, per evitare l’allungamento dei tempi dei lavori con una nuova procedura. Il pericolo dovrebbe essere scongiurato e l’appalto riassegnato, tanto che c’è fiducia nel rispetto dei tempi di consegna lavori: entro febbraio-marzo la passerella in legno, che sostituisce il padiglione aggiuntivo contro il quale Vittorio Sgarbi aveva scatenato una battaglia, si spera sia completato. Questo cantiere s’integra con il lotto A dei lavori, relativi al corpo dell’edificio, che va appunto avanti in maniera indipendente. Anche in questo caso c’è una scadenza, impegnativa, da rispettare, fissata dallo stesso Sgarbi: fine agosto 2022, per la mostra sulla follia che dovrebbe segnare la riapertura dei Diamanti.

Stefano Ciervo

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