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Addio all’architetto Melograni, il “papà” del liceo Ariosto di Ferrara

È morto a Roma all’età di 97 anni, fu tra i progettisti della scuola di via Arianuova. Un profondo legame con la città: firmò anche la nuova biblioteca del Barco

FERRARA. È stato, tra molte altre cose, il “papà” del liceo Ariosto e della biblioteca Bassani del quartiere Barco.

L’architetto Carlo Melograni è morto a Roma all’età di 97 anni. Durante la sua lunga carriera professionale dedicata ai temi della casa e dell’abitare, il suo legame con la città di Ferrara è stato profondo e significativo. È stato infatti tra i progettisti di uno degli edifici contemporanei più innovativi della città, la sede del liceo Ariosto di via Arianuova, inaugurata nel 1976 e di grande originalità tra gli edifici scolastici del tempo, con uno stile che aveva anticipato con grande lungimiranza il futuro delle sedi didattiche, sempre meno legate al rigido sistema delle aule. E nel corso della sua carriera dedicò numerosi studi e progetti agli edifici scolastici


Anni dopo firmò anche il successivo ampliamento del liceo, completato nel 1999 con il raddoppio della capienza del numero di studenti, passato da 600 a 1.200 per poter includere anche gli studenti della ex succursale di via Adelardi. È di tre anni più tardi, nel 2002, l’apertura della nuova biblioteca Bassani del quartiere Barco, un altro importante contributo alla città da parte di Melograni, ricordato anche per il suo impegno civile e culturale. Fu tra i fondatori, e presidi, dell’università Roma Tre e professore ordinario di progettazione architettonica alla Sapienza.

Progettare, per Melograni, era un servizio pubblico, come aveva illustrato in una delle sue opere più conosciute, “Progettare per chi va in tram”, del 2002, di cui nel 2020 era stata stampata la riedizione. Nel 2015 invece aveva pubblicato “Architettura dell’Italia nella ricostruzione”. Sensibile all’i nflusso di Giancarlo De Carlo e di Franco Albini e devoto alla grande personalità di Giuseppe Pagano, in onore del quale ha scritto una piccola opera monografica, Carlo Melograni aveva innesta la sua ricerca architettonica sulla necessità di instaurare un colloquio efficace tra architettura e uomini, consapevole del fatto che il destinatario più autentico di un’opera architettonica non è l’architetto (fattore spesso trascurato dalle cosiddette “archistar” che, come aveva osservato causticamente lui stesso, «non aspirano alla modernità ma all’ultima moda»), bensì la popolazione delle grandi metropoli urbane, in tutto il loro ampio spettro sociale. Melograni era fratello dello storico Piero, scomparso nel 2012. Lascia la moglie Luisa Pappalardo, firma dell’Unità, e i figli Anna e Luca.

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