Dopo gli insulti omofobi, gli ispettori al lavoro: primi atti in procura

Via alle identificazioni dell’aggressione in centro  per arrivare ai giovani coinvolti. Accertamenti dopo l’esposto  dell’Arcigay sull’episodio e la denuncia di una passante

FERRARA - Non ci saranno le aggravanti (che erano previste ma ormai bocciate con il decreto legge Zan affossato dal Senato) ma rischiano ugualmente tanto e concretamente tanto i ragazzi coinvolti nell’aggressione e negli insulti omofobia della settimana scorsa in centro a Ferrara.

Un caso che, per la sua gravità, ha fatto il giro d’Italia dei Tg e delle cronache, e che ha riportato di strettissima attualità l’ormai affossato decreto Zan. Se le indagini dovranno portare alla identificazione, in parte già realizzata, dei ragazzi coinvolti nell’episodio di domenica scorsa, ora gli ispettori della Digos stanno valutando con la massima attenzione comportamenti e soprattutto le parole estrapolate da diversi video acquisiti sui quali ora verranno costruite le contestazioni da muovere ai giovani aggressori.

Al momento gli ispettori stanno raccogliendo tutto il materiale di prova, oltre le indagini anche le testimonianze dei presenti e di chi ha presentato denunce (diverse persone), esposti (l’ArciGay) e poi tutto il materiale verrà presentato alla procura per l’elaborazione delle accuse e soprattutto dell’evoluzione dell’indagine.

I fatti come ricordiamo sono accaduti domenica scorsa quando un gruppo di ragazzi, in centro città, nei pressi di piazza Gobetti e di Galleria Matteotti hanno aggredito alcuni ragazzini tra i 12 e i 16 anni, attivisti della comunità Lgbtq+. A provare questa aggressione, il video degli insulti omofobi, ripreso da uno degli aggrediti, finito prima su Tik Tok e poi diffuso su altri canali social, che mostra l’attacco verbale e il lancio di alcuni petardi verso di loro, seguito dal lancio anche di un piccione morto contro il gruppo di ragazzi. Con un crescendo di parole: «Conoscete Benito Mussolini? Sapete che lui vi brucerebbe tutti? Forza Benito Mussolini» le parole scandite che ora sono all’attenzione, appunto, degli inquirenti.

E dopo il fatto, i ragazzi aggrediti spiegavano di aver paura che tutto questo possa accadere di nuovo, ricordando che già in passato si erano registrati episodi simili, ma non così fuori misura. Tanto che sul fatto, reso noto all’Arcigay di Ferrara, l’associazione ha presentato un esposto cui si è sommato quello di una cittadina, di passaggio, che aveva affrontato gli aggressori: anche la sua denuncia ora è agli atti del fascicolo aperto in procura.

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