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Riva del Po. Niente causa fra Comune e Vento di Supa, la contesa sarà decisa da una mediazione

Ro, l’amministrazione considera inadempienti gli ex gestori che rispondono chiedendo i danni. Il giudice: ora l’arbitrato 

RIVA DEL PO. Nuova puntata nella contesa fra gli ex gestori del Vento di Supa e il Comune Riva del Po. Con una determina urgente l’amministrazione comunale ha provveduto a formalizzare l’incarico all’avvocato Sebastiano De Feudis per il procedimento di mediazione obbligatoria con gli ex proprietari del locale, a seguito dell’ordinanza di mutamento del rito in corso espressa dal giudice Fiorenza Solaini del Tribunale di Ferrara. In sintesi, il giudice, dopo l’ultima udienza ha invitato le parti a promuovere il procedimento di mediazione, formalizzato nella giornata di mercoledì.

LA VICENDA


Il tutto parte nel settembre del 2019, quando l’amministrazione comunale di Riva del Po promuove un inadempimento contrattuale di 54.601,94 euro, nominando un legale per il recupero dell’insoluto. L’insoluta è la ditta Trattoria La Supa, che gestiva il locale nella golena del Po a Ro. Somme che dall’altra parte non erano state versate per un accordo con il precedente Comune di Ro, secondo cui i gestori avrebbero effettuato lavori di rilancio dell’area golenale in cambio dell’esonero da tutta una serie di tasse. E dire che le cose erano iniziate benissimo, non solo per la qualità della proposta del ristorante, ma anche per la nascita nell’estate del 2018 del cosiddetto “Lido fluviale del Po”, il primo nel suo genere, inaugurato il 15 giugno. Come in spiaggia al mare: sabbia, 10 ombrelloni, 20 lettini, 2 docce solari, un chiringuito e una zona salotto di 70 posti. L’avventura di Michele e Federica, i titolari, era iniziata nel 2016, aderendo al bando per un progetto in quell’area e grazie alle loro innate qualità imprenditoriali hanno realizzato diverse cose, con il pieno appoggio da parte della giunta Giannini. I guai sono però arrivati in fretta, dal forte vento che provocò danni all’area golenale alla piena del Po a fine novembre 2019 che, di fatto, portò alla chiusura definitiva del locale, quando già era partita la contesa.

BOTTA E RISPOSTA

«Se il Comune ci chiede circa 70mila euro, noi abbiamo risposto chiedendone 350mila, solo 90mila sono di fatture per i lavori effettuati nell’area che è di proprietà del Comune e gli altri per il mancato guadagno comportato da quanto è avvenuto». A parlare è Michele Raccuia, l’ex gestore seguito in questa causa dagli avvocati Roberto Anselmi e Niccolò Bellettati. Lo chef rincara la dose: «Nell’ultima richiesta economica ci sono stati chiesti anche 20mila euro di spese dell’energia elettrica per il parcheggio camper nel 2020, quando noi siamo via da Ro dall’inverno 2019. E la richiesta di sfratto esecutivo ci è stata inviata dal Comune dopo molte nostre Pec che non avevano ottenuto alcuna risposta». Proprio in virtù di molte anomalie emerse in questa vicenda, il giudice ha optato per la mediazione. Come detto, la richiesta di arbitrato stragiudiziale (alla Camera di Commercio) è stata presentata dai legali dei ristoratori (ora hanno un locale in centro a Ferrara) mercoledì, dopo un contatto con il legale del Comune. Fra l’altro, non fosse stato presentato entro i termini la vicenda sarebbe caduta nel vuoto. «Ma noi non siamo d’accordo, riteniamo di avere subìto un danno e vogliamo essere risarciti».

D.B. e D.M.

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