È ripartito in pieno il mercato dei fiori Stagione positiva, ma nubi per il futuro

I produttori preoccupati per il rincaro a due cifre del riscaldamento delle serre e dei costi della plastica

«Con la ricorrenza del 2 novembre è ripartito il mercato dei fiori. Le imprese segnalano un discreto impulso nelle vendite, che con la pandemia avevano subito un brusco arresto dovuto all’azzeramento di cerimonie ed eventi». Lo afferma Confagricoltura Ferrara, sottolineando il significato di questa tradizione consolidata, in cui i fiori rappresentano il primo pensiero per ricordare le persone care che non ci sono più, ma anche per dare un tocco di colore nei mesi invernali che accompagnano al Natale.

«Quella del fiore reciso è una tradizione tipicamente italiana, ed il nostro Paese è leader per qualità e durata del prodotto rispetto agli altri Paesi – dichiara Confagricoltura Ferrara - I crisantemi rimangono i preferiti per le festività di Ognissanti, ne esistono tante tipologie, forme e colori, e possono essere donati sia con steli recisi o in vaso. Seguono i ciclamini: la loro storia è ricca di aneddoti e leggende, e secondo gli antichi greci i luoghi in cui vengono piantati sarebbero immuni da eventi malefici o nefasti. Per questo motivo, oltre che per i loro colori vivaci, vengono scelti sempre più spesso per la ricorrenza di Ognissanti. Con la ripresa degli eventi e delle cerimonie, il mercato, a piccoli passi, si sta riavviando anche se si trova a far fronte a nuovi problemi, come quello dell’approvvigionamento dei materiali, ma soprattutto a causa del forte aumento dei costi di produzione, in particolare di gas e gasolio per il riscaldamento delle serre».


Duò Roberto, Vice Presidente della Delegazione Ferrara I di Confagricoltura, con unità produttive a Masi Torello, esprime soddisfazione per l’annata appena conclusa, ma evidenzia le grosse difficoltà riscontrate dal comparto florovivaistico.

«L’annata è andata bene e, complice il bel tempo dell’ultimo periodo, abbiamo venduto il 95% dei nostri fiori. In questa stagione la nostra produzione si concentra su ciclamini e crisantemi, di cui produciamo ben quattro tipologie e pezzature, al fine di soddisfare le diverse richieste dell’acquirente. Con i ciclamini che vanno piantati a maggio e con la raccolta che si conclude ai primi di novembre, siamo incappati nelle temperature bollenti di luglio/agosto. Il ciclamino teme molto le altissime temperature (il caldo fa collassare le piante), ma siamo riusciti a ridurre le perdite e a contenere il danno ombreggiando le serre e aumentando l’irrigazione. Stante le dimensioni contenute, in azienda adottiamo sistemi irrigui tradizionali, fortunatamente nonostante la siccità l’acqua non è mai mancata nei canali. e da un lato non possiamo lamentarci del venduto - conclude Roberto Duò - noi produttori siamo fortemente preoccupati per gli aumenti indiscriminati (a due cifre) che hanno interessano ogni passaggio delle nostre produzioni. Solo per fare alcuni esempi, da marzo la plastica è aumentata del 30%, altrettanto il riscaldamento per le serre, senza parlare dei trasporti con il costo del carburante alle stelle. Il futuro ci preoccupa moltissimo».

Andrea Tebaldi

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