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Ferrara, paga mezzo milione e chiude: cancellati i danni di Murolo

L’accordo con Nuova Carife-Bper nell’azione di risarcimento contro l’ex dg. È il precedente: l’atto sarà inserito nell’altra causa, in corso, per 32 ex dirigenti

FERRARA. I danni per il crac della Carife? Non li pagherà Gennaro Murolo, ex direttore generale del gruppo bancario ferrarese fino al 2009, indicato nell’ultimo decennio fino ad oggi come uno tra i maggiori responsabili del dissesto della Carife, commissariata da Banca Italia nel 2013, poi oggetto della risoluzione nel 2015 (assieme a Banca Marche, Etruria e CariChieti) e fallita nel 2016.

NESSUNA RIVALSA


Murolo non pagherà quanto era stato richiesto per danni quantificati in 10 milioni di euro (simbolici), perché NuovaCarife-Bper hanno raggiunto un accordo, una transazione con l’ex dg per la cifra di mezzo milione di euro, chiudendo ogni contesa giudiziaria, cancellando l’azione di rivalsa per i presunti danni. «Non posso parlare di questo – spiegava ieri mattina Murolo raggiunto dalla Nuova Ferrara – lo devo ad una clausola di riservatezza». Riservatezza che, tuttavia, verrà meno a breve, il 26 novembre prossimo, davanti al giudice Fabio Florini del tribunale delle imprese di Bologna, dove – ricordiamo – è ancora pendente l’azione danni per 100 milioni di euro contro 32 ex dirigenti Carife, per la malagestione dal 2007 al 2013. Bene, in quell’udienza, dovrà esser depositata tutta la documentazione che ha portato Bper (soggetto che acquisì da Nuova Carife la banca) a chiudere la vertenza, con quei 500 mila euro incassati. Questioni tecniche che si riassumono in breve con il fatto che l’azione contro Murolo è precedente a questa ancora in corso, ma di fatto sono “comunicanti”. Lo ha spiegato lo stesso giudice Florini nell’ultimo atto con cui conferma la superperizia sul dissesto Carife (vedi qui a fianco) poiché «entro il 26 novembre la procedura attrice (Nuova Carife/Bper) dovrà depositare il contenuto del documento di transazione stipulato con Murolo Gennaro, nonché analoghe copie di eventuali atti di tal genere perfezionati con altri soggetti». Negli atti di Florini non viene indicata la cifra, ma basta scorrere un altro documento, pubblico e riepilogativo di Banca Italia: il rendiconto del Fondo nazionale di risoluzione (che riguarda Carife e le alte tre banche) per trovare nelle tabelle dello stato patrimoniale del Fondo la voce (pagina 14, punto 2) “attività acquisite nell’ambito della risoluzione”, pari a 503. 001 euro, la cifra pattuita per chiudere tutto con Murolo. Una cifra, viene spiegato nel commento a integrazione del documento, che è «il ricavato di transazioni concluse con alcune controparti di azioni di responsabilità e risarcitorie relativo a Carife posta in risoluzione e ora in liquidazione coatta». Ma perché è così importante venga acquisito il documento agli atti della seconda azione responsabilità Carife?

UN PRECEDENTE

Perché di fatto questo è un precedente che potrebbe aprire la strada ad altri e nuovi accordi di transazione con tutte le altri parti coinvolte: perché se Gennaro Murolo, indicato tra i maggiori responsabili del dissesto Carife, chiude la causa danni a suo carico con mezzo milione di euro, allora gli altri dirigenti di Carife, in posizioni assai marginali e non di vertice, cosa dovrebbero fare?

E dire che tra i 32 ex dirigenti ora chiamati in causa, ci sono tutti coloro che nel settembre 2012 votarono e decisero l’azione danni contro Murolo. Ricordiamo che l’ex dg venne invitato a dimettersi per gli strascichi giudiziari della vicenda Siano (processi a Milano in cui venne assolto), gli venne riconosciuta una buonuscita di 1milione e 200mila euro e poi contro di lui vennero chiesti quei 10milioni di danni, adesso quasi azzerati: a parte quel mezzo milione di euro.

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