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Ferrara, minacciato di morte e odiato sul web: i processi di Naomo nel ruolo di vittima

I pm accolgono le sue denunce e accusano i leoni da tastiera. Per aver detto idiota, pluripregiudicato, brutto, grasso e Leghista 

FERRARA. Minacce di morte, offese alla persona (body shaming, lo chiamano oggi), diffamazioni a gogò, aggravate: li mette in fila, i processi in cui è vittima, Nicola Lodi, vicesindaco nonchè assessore comunale, decine e decine di procedimenti aperti a suo nome, non solo come indagato di reato, anche di vittima, tanto che per seguire tutti i “processi” che verranno e che lo vedono protagonista, servirebbe un ufficio della procura dedicato solo a lui.

Dei tanti guai cui deve fare fronte come imputato, è stato scritto copiosamente, di tutti gli altri che lo vedono vittima, ben poco. E allora eccoli tutti quelli che con messaggi e tanto altro hanno ribaltato ruoli e accuse, mosse ora contro chi ha diffamato e minacciato il vicesindaco Lodi.


IDIOTA E' DIFFAMAZIONE

Partiamo da Daniele Servelli, dipendente Cidas, al centro del caso Cidas (vedi sotto), che sarà presto a processo per diffamazione verso Lodi: Servelli è accusato dal procuratore capo Andrea Garau (che firma l’avviso di fine indagine) di avergli dato dell’idiota offendendone onore e decoro: “Il piccolo Naomo – scriveva Servelli – che porta pasticcini e fiori a Cona, fa foto con una coop tanto odiata, spende 510mila euro tra mascherine e recinzioni (quelle dei parchi come interventi antidroga, ndr), ma finirà la giostra anche per lui». Servelli ribadisce che la foto in quell’occasione (eravamo in pieno lockdown, aprile 2020, Lodi come vicesindaco voleva premiare i sanitari in prima linea contro il contagio e si voleva fare una foto ricordo di gruppo), lui, Servelli, non se la voleva fare: «Se ti può consolare – scrive in un post ad un amico – mi hanno invitato a farla anche a me la foto ho detto, con quell’idiota lì no, no»: primo processo per diffamazione, Lodi parte civile.

Ma i suoi detrattori, critici in modo aspro e senza rete e regole, “odiatori seriali” li chiamano oggi, vengono anche da lontano, addirittura da Perugia: Francesco Sabatini, 79 anni, ha il record in età e lontananza tra i diffamatori di Lodi. Da così lontano lo vede e lo fotografa e lo dileggia, fisicamente e non solo: «Quest’uomo, brutto, grasso e Leghista, stupido e razzista, è il vicesindaco di Ferrara, oggi gli pignorano lo stipendio, deve oltre 500mila euro allo Stato è un truffatore». Sabatini ricorda la casa popolare dove vive, il pass disabili con cui gira da anni (fatti che hanno avuto risonanza in città). E sbotta: «È un delinquente abituale, rigorosamente leghista, un individuo da cancellare dalla politica, mettere in galera e gettare via le chiavi»: è indagato per diffamazione aggravata, non vengono contestati i fatti che hanno acceso Sabatini (oggettivi, sui quali sono in corso verifiche), ma il modo, le parole, i toni. E ancora: da Perugia arriva a Forlì, il giro d’Italia dell’odio sul web, delle persone cui Lodi non piace, assolutamente. Andrea Amaducci abita a Ferrara ma la sua residenza è a Forlì: dunque dalla città romagnola partono gli atti e scatta la condanna, o meglio decreto penale di condanna per offese, su Facebook. Commenta Amaducci: «Caro vicesindaco Mariuolo...», lo critica per come porta la mascherina in una foto, «la tieni così...semplicemente perchè non capisci un...»

In crescendo, Amaducci, a ruota libera sul caso Solaroli: «Nicola Lodi tra di voi c... mosci c’è qualcuno che si dimette senza i messaggini di scuse... Avete veramente rotto, fate qualcosa con Solaroli... giuro sui miei figli che mi ci metto di impegno a disintegrarvi, almeno a Ferrara perché so che saprei fare». Amaducci dovrà pagare una pena pecuniaria di poco conto, 300 euro, potrà opporsi e tutto diventerà un altro processo in tribunale.

MINACCE DI MORTE

Quello certo è invece il processo che ci sarà, eccome, per Lorenzo Bonetti, di Poggio Renatico: va oltre le offese, con telefonate anomime, al cellulare di Lodi, al quale augura un brutto male, dicendo «brutto ti veniamo a trovare a casa per farti la pelle, finalmente aspettaci in tanti». Anche qui il procuratore Garau firma la chiusura indagini, il prologo al processo. Altro processo, invece con altre tre ragazzi (Bertelli, Gallerani, Perno) accusati di diffamazione: ma qui per fortuna, la contesa giudiziaria potrebbe diventare un caso che farà giurisprudenza. Al centro di tutto le offese a Lodi, apostrofato come “delinquente” e poi “pluripregiudicato”. Sulla carta, formale e formalissimo, non fa una piega: Lodi ha condanne definitive per reati bagatellari (recita il dizionario giudiziario). Ma anche in questo caso, per il procuratore capo Garau “pluriprediugicato” è una accezione diffamatoria assieme all’auspicio: «Arriverà un giorno che la merda che sputa gli andrà di traverso, piccolo bulletto di quartiere».

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