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Dimissioni Arquà dal consiglio comunale di Ferrara: subito la sentenza

Il tribunale amministrativo deciderà il 23 novembre. L’ex leghista era uscita dopo essere stata indagata per le lettere anonime a Lodi

FERRARA. Le contestate dimissioni dell’ex consigliera leghista Rossella Arquà saranno confermate? O la delibera che le ha ufficializzate sarà annullata, come richiesto dalla stessa Arquà? Lo si saprà presto, prestissimo: il 23 novembre, data in cui si pronuncerà il Tar, come stabilito al termine dell’udienza di ieri. Subito la sentenza dunque, a sciogliere un nodo che, prima ancora che giudiziario, è politico visto che la decisione del Tar potrebbe confermare l’attuale assetto del consiglio (con Stefano Franchini subentrato alla dimissionaria Arquà) oppure ordinare il reintegro dell’ex consigliera, ora entrata in rotta di collisione con il suo ex gruppo, la Lega.

Arquà risulta indagata per il caso delle lettere anonime, con tanto di proiettili, inviate al vicesindaco Lodi e a lei stessa. Da qui le dimissioni di Arquà, dimissioni quanto mai controverse, però, oggetto di due opposte versioni e fonte di veleni e querele. Arquà, come si ricorda, ha chiesto la revoca delle sue dimissioni sostenendo di esservi stata indotta in un momento di prostrazione e disorientamento a causa della perquisizione domiciliare appena subìta.

Al suo rifiuto di recarsi in Comune a firmare, il presidente del consiglio comunale Lorenzo Poltronieri l’avrebbe raggiunta per strada insieme al suo segretario personale per farle firmare, in via Spadari accanto ai cassonetti dell’immondizia, il foglio di dimissioni già predisposto. Per poi procedere lui stesso a far protocollare l’atto. Una versione bollata come falsa da Poltronieri (che sostiene di essersi «limitato a raccogliere dette dimissioni presentate personalmente dall’interessata»), ma che appare invece suffragata dal suo segretario.

Arquà, dal canto suo, assistita dall’avvocato Fabio Anselmo, ha denunciato il presidente del consiglio comunale con un esposto in cui si chiede di verificare i reati di falso ideologico e calunnia. Esposto sul quale ieri in udienza il relatore ha chiesto informazioni, mentre il legale che assiste il Comune di Ferrara (che ha deciso di resistere in giudizio contro il ricorso al Tar), ha chiesto un termine a difesa. La sentenza, in ogni caso, sarà immediata e semplificata: tra due settimane la decisione.

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