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Uccise la madre a Ferrara,  perizia psichiatrica a fine novembre

La donna soffocata con un cuscino. Da chiarire se il figlio è imputabile

FERRARA. Serve più tempo per poter arrivare a una valutazione sulle condizioni psichiche in cui si trovava Stefano Franzolin quando, la mattina del 22 marzo scorso, uccise la madre Alberta Paola Sturaro soffocandola con un cuscino. Il consulente tecnico nominato dal gip Carlo Negri per l’incidente probatorio - la psichiatra Giuseppina Meloni - ieri ha chiesto una proroga e l’udienza è stata rinviata a fine novembre.

Il perito del tribunale dovrà valutare se Franzolin, 48 anni, fosse in grado di intendere e volere al momento dell’omicidio della mamma di 75 anni. La tragedia, avvenuta in via Ghiara, risale a sette mesi fa e fin da subito emersero le condizioni di estrema vulnerabilità psicologica dell’uomo, come riscontrato dal consulente nominato dal pubblico ministero Ombretta Volta, Luciano Finotti, che aveva stabilito che in Franzolin era «gravemente scemata la capacità».

Se questa valutazione dovesse essere confermata dal perito del tribunale, la procura dovrà valutare se dichiarare Franzolin non imputabile, ma dovrà comunque attivare la Corte d’Assise che a sua volta dovrà stabilire la pena per il figlio, un periodo di “detenzione” in strutture psichiatriche.

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