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Ferrara. Pestaggio del branco in piazza Ariostea. Partono le indagini

Gli atti finiranno alla procura cittadina e a quella minorile. Il sindaco: vicini al giovane, episodio grave e ingiustificabile 

FERRARA. Partono le indagini, d’ufficio cui darà impulso anche e soprattutto la denuncia dei genitori del ragazzo aggredito: indagini d’ufficio sulla base del referto medico che parla di lesioni gravi, per cui non occorre denuncia della parte, della vittima del reato. Indagini che sono scattate subito dopo la registrazione al Sant’Anna del referto medico che parla di lesioni varie per 30 giorni di prognosi.

E così, dopo i primi accertamenti della Squadra mobile cittadina, tutte le carte finiranno in parte alla procura di Ferrara e per il resto alla procura minorile di Bologna, visto che sono coinvolti ragazzini maggiorenni e minori e che il fatto come luogo piazza Ariostea, diventata negli ultimi tempi il “quartier generale” di questo gruppo di ragazzi per cui non dovrebbero esservi dubbi per etichettarla una “baby gang”.



D’altronde siamo di fronte ad un fatto, un pestaggio senza precedenti, di un gruppo di una trentina di ragazzini, dettaglio importante da confermare dal punto di vista investigativo, così come tutti i dettagli e soprattutto le identità di chi ha fatato cosa e chi invece è rimasto a guardare senza intervenire (posizione comunque altrettanto grave).

Un fatto che ha messo sotto choc l’intera città e soprattutto allarmato chi deve garantire sicurezza e ordine pubblico. In primis il sindaco Alan Fabbri: «Sono vicino al giovane aggredito e sono fortemente rammaricato per episodi di questo tipo, gravi e ingiustificabili», poiché «episodi che fanno riflettere» spiega il primo cittadino, sottolineando che «non è una questione che può essere ridotta a una “polemica politica”: quanto accaduto negli ultimi giorni deve indurre a una riflessione generale». Ha ragione il sindaco Fabbri poiché sottolinea che «emerge con forza un tema educativo ineludibile. E il Covid, come traspare dall’Osservatorio adolescenti del Comune – riflette Fabbri – ha purtroppo inasprito aggressività, solitudine, disagio: è un tema di ampia portata che coinvolge tutti». Poi parole rivolte alle forze dell’ordine per l’impegno che ha consentito di liberare intere zone dal crimine ma, chiude Fabbri, «vogliamo fare rete con le famiglie e le agenzie educative per individuare i segni del disagio, prevenire situazioni critiche, recuperare il gap che la pandemia e le chiusure hanno generato».

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