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Una protesi per Laura. Servono 100mila euro per darle una vita degna: «Uniti verso la meta»

Laura Ruffato

La coraggiosa donna di Mezzogoro è affetta da un grave fibrosarcoma. Le occorre un ausilio speciale e la solidarietà si è diffusa velocemente  

la storia

Per Laura Ruffato, una donna dal temperamento forte e dalla grinta invidiabile, in poco più di due mesi si sono mobilitati in tanti: compaesani di Codigoro, associazioni, commercianti di tutta la provincia. Tutti uniti nel nome di una giusta causa.


Un anno e mezzo fa – era il 9 aprile 2020 – Laura, operaia stagionale dello stabilimento di Conserve Italia, residente a Mezzogoro, dopo una serie di indagini medico-diagnostiche, scopre di essere affetta da un fibrosarcoma mixoide, una forma tumorale grave e invasiva, che la porterà prima al ricovero d’urgenza nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Cona e dopo alla clinica ortopedica oncologica dell’ospedale Rizzoli di Bologna.

L’OPERAZIONE

«Dopo aver eseguito una risonanza magnetica per una lombosciatalgia – racconta Laura –, fu individuata una massa e dall’esame istologico uscì un risultato nefasto. L’unico modo per salvarmi la vita era quello di amputare un arto e parte di bacino».

«Dopo l’intervento, perfettamente riuscito – aggiunge Laura con grinta e coraggio, divenuti di esempio per tutti –, mi è stata riconosciuta una protesi prevista dal servizio sanitario nazionale, del costo di circa 8mila euro, rigida, inadeguata per la deambulazione e per condurre una vita dignitosa».

LA MOBILITAZIONE

Senza perdersi d’animo, sostenuta dal sindaco Sabina Alice Zanardi e da una famiglia allargata, quella della sua comunità e dei tanti che le hanno teso una mano, Laura Ruffato, attraverso la sua vicenda personale diventa paladina di una battaglia di civiltà, promuovendo una raccolta fondi online (il sito web è https://www.gofundme.com/f/una-protesi-per-laura...) che nel giro di una settimana raggiunge il significativo traguardo di 25mila euro. Ma la meta finale è ancora lontana, perché per acquistare una protesi speciale è necessario arrivare a 100mila euro, includendo le spese di manutenzione.

«Gli ausili sono forniti dal nomenclatore nazionale fermo al 1999 e dal punto di vista tecnologico per raggiungere una autonomia dignitosa avevo bisogno di una protesi costruita con tecnologia all’avanguardia con ginocchio elettronico e piede in carbonio a doppia lamina con ammortizzatore».

«Tutti devono avere le stesse opportunità – rimarca Laura, da vera guerriera –; la legge italiana al momento consente solo a coloro che subiscono un infortunio sul lavoro di accedere a protesi speciali e non a chi ha subìto amputazioni per una patologia. Il mio intento è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica».

L’INIZIATIVA DI SABATO

Tra raccolte spontanee, sagre e cene organizzate da associazioni sportive, lotterie e adesioni di tanti esercizi commerciali, la catena di solidarietà per Laura si è propagata in tutta la provincia e la meta è sempre più vicina.

Con analogo slancio, Davide Trombini, scrittore e vigile del fuoco codigorese, presenterà, sabato dalle 17 nell’atrio del teatro Arena, il suo ultimo romanzo, “Il segreto di Caino”. In quella occasione, inserita nel programma della Festa di San Martino, devolverà l’intero ricavato della vendita delle copie del suo libro a sostegno della battaglia di civiltà di Laura Ruffato.

Katia Romagnoli

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