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Confermata la condanna dell’autista dell’ambulanza

La tragedia in Corte d’appello. L'uomo investì e uccise Anna Fabbri che attraversava in bici corso Giovecca. Il legale della famiglia: sentenza favorevole che non attenua il dolore dei genitori

FERRARA. La Corte d’appello di Bologna ha confermato la condanna per omicidio stradale, ad un anno di pena, per l’autista volontario della Croce Rossa, Andrea Masini: omicidio stradale perchè l’8 aprile del 2017, mentre alla guida dell’ambulanza in “codice rosso” per andare a soccorrere un paziente anziano cardiopatico, travolse e uccise una ragazzina di 13 anni, Anna Fabbri, all’incrocio tra via Ugo Bassi e Corso Giovecca. I giudici d’appello hanno riconosciuto in pieno le ragioni dell’accusa e della parte civile e dopo aver valutato le altrettante considerazioni della difesa, hanno valutato che, di fatto (pur in attesa della motivazione), la morte di Anna Fabbri si sarebbe potuta e dovuta evitare. Soprattutto per un autista di ambulanze, che come aveva deciso condannandolo in primo il giudice Carlo Negri motivò spiegando che l’autista lavorando a Ferrara, con ciclisti, indisciplinati e non rispettosi delle regole in giro per le strade della città, avrebbe dovuto prevedere l’incidente, avere una guida più accorta: «con una condotta prudente avrebbe potuto evitare l’impatto e la morte della ragazzina», scrisse allora il giudice.

Contro queste motivazioni e conclusioni, l’avvocato dell’autista Carlo Bergamasco ha cercato di ribaltare la sentenza, sena riuscirci: «Faremo ricorso in Cassazione - spiegava ieri dopo il verdetto - per affermare questioni giuridiche importanti sul tipo di regole che si devono applicare per chi guida un mezzo di soccorso in servizio». Questioni tecniche che tuttavia non hanno fatto breccia sulla decisioni dei giudici (5a sezione d’appello, collegio Zavatti, Mori e Oggioni) mentre il pg Chiapponi aveva chiesto appunto la conferma della condanna di primo grado.


«Siamo soddisfatti dal punto di vista processuale di questa sentenza favorevole, ma vogliamo ricordare che di certo non cancella il dramma e il dolore che vivono tuttora i genitori, il fratello e i nonni di Anna», spiegava ieri l’avvocato Carmelo Marcello che ha sostenuto fino in fondo la assoluta responsabilità dell’autista dell’ambulanza. E come ha sempre ribadito il legale in questa vicenda delicata e complessa «è stato messo in luce il comportamento altamente imprudente di un autista volontario, per aver messo a repentaglio la vita di Anna e di altre persone, anche di un ragazzino che attraversò poco prima di Anna quel giorno, in corso Giovecca».

Quel giorno dell’aprile di 4 anni fa, l’ambulanza guidata da Masini uscì per un servizio di emergenza dal posto di soccorso del vecchio Sant’ Anna: lui, autista volontario della Corce rossa innestò le sirene, percorse un breve tratto fino al semaforo, rosso, all’incrocio tra via Ugo Bassi e Corso Giovecca.

Quindi saltò le auto in fila, spostandosi oltre la linea della mezzeria ma si trovò di fronte la ragazzina che attraversava in bici, sul passaggio pedonale, ed aveva il semaforo verde: la piccola venne investita in pieno, colpita nella parte anteriore destra dell’ambulanza e morì poco dopo lo schianto.

La pena confermata dalla Corte d’appello (in attesa delle motivazioni) come previsto dal primo grado ha valutato la responsabilità dell’autista, con diverse attenuanti rappresentate dalla possibile corresponsabilità di Anna, una sorta di concorso di colpa. E comunque come hanno ribadito ieri e in passato i magistrati dell’accusa, (l’indagine a Ferrara venne condotta dal pm Savino) la guida dell’autista fu ritenuta imprudente con una colpa – penalmente – elevata.

D.P.

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