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Contagi aumentati del 258 per cento in un mese, ma gli ospedali restano sotto la soglia di allerta

L’anno scorso i 113 letti Covid erano tutti occupati, ora i degenti sono 31. Sale a 66,3 casi l’incidenza ogni 100mila abitanti

FERRARA. L’andamento della pandemia registra anche nel Ferrarese una salita di tutti i parametri, ma il quadro non è paragonabile alla situazione di un anno fa, a cominciare dalla pressione sulle strutture ospedaliere. C’è un aumento di ricoveri in terapia intensiva, ma con il 4% di occupazione siamo ancora ben al di sotto della soglia critica del 10%: stessa percentuale per quel che riguarda i ricoveri ordinari, dove l’asticella di allerta è stata fissata al 15%.

Al Sant’Anna nello stesso periodo dell’anno scorso si contavano 113 posti Covid, tutti occupati, contro i 31 odierni (su 44 letti). Tra i degenti attuali (due in terapia intensiva), 19 sono vaccinati e 12 non vaccinati, ma l’età media dei vaccinati (che inoltre sono l’89% della popolazione) è decisamente più alta. Migliora la situazione al pronto soccorso di Cona, dove nel corso dell’ultima settimana gli accessi di pazienti Covid sono rimasti contenuti al 3,3%.


Le spie accese comunque non mancano: nella settimana dal 4 al 10 novembre i contagi sono aumentati del 258% rispetto a un mese fa e l’incidenza media provinciale è salita a 66,3 casi ogni 100mila abitanti ( salendo a 73,2 nel capoluogo), crescendo a ritmo costante nelle ultime settimane. Anche i casi attivi sono raddoppiati, con una prevalenza di sintomatici (58%), per lo più curati a domicilio dalle Usca, la cui attività è tornata ad aumentare con la ripartenza dei contagi.

Si andrà al contrario verso una contrazione del servizio dell’hotel Covid, dove al momento ci sono due ospiti su 34 letti disponibili, da ridurre a 15.

Il monitoraggio del Dipartimento di Salute pubblica dell’Asl ha individuato nell’ultima settimana 251 positivi, di cui 30 nelle scuole, dove sono state disposte precise norme in caso di contagio, con differenze nella durata della quarantena tra vaccinati e non vaccinati.

Sono 23.593 le persone che hanno ricevuto la terza dose (addizionale o booster) del vaccino, in gran parte over 80 (dodicimila), mentre l’adesione tra le categorie interessate, partita a rilento, è arrivata al 51,6%.

Quasi 40mila, infine, le dosi di vaccino antinfluenzale somministrate, di cui oltre 7.500 contestualmente all’antiCovid. La gran parte è stata effettuata dai medici di medicina generale (31.300), il resto negli Hub.

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