Contenuto riservato agli abbonati

Covid, conto salatissimo per Asl e S.Anna

Più costi e meno aiuti rispetto all’anno scorso: nel 2021 maturati disavanzi di esercizio per quattordici milioni di euro

FERRARA. L’emergenza Covid ha presentato un conto salatissimo alle aziende sanitarie. Il 2021 non ancora concluso segna un disavanzo di esercizio di 6,4 milioni di euro per l’Asl e di oltre 7,6 milioni per il Sant’Anna. La pandemia ha richiesto uno sforzo ancora maggiore rispetto al 2020, campagna vaccinale inclusa, senza poter contare però sugli stessi aiuti: all’appello mancano, solo per l’Asl, 9,7 milioni di fondi Covid tra finanziamenti commissariali ed europei, così come non sono stati ancora interamente erogati i rimborsi 2020.

È quanto hanno spiegato ieri le dirigenti Calamai e Bardasi illustrando alla conferenza sociosanitaria territoriale il bilancio consuntivo 2021 delle due aziende. Un bilancio adottato in tempi “avanzati”, legati all’approvazione, il 2 novembre, della delibera regionale che ha definito le linee di programmazione e finanziamento.  A differenza del 2020, inoltre, quest’anno l’attività “extra Covid” non si è mai fermata, chiamando le aziende a un impegno ancora più oneroso, pur con una parziale ripresa di introiti da ticket. Nel complesso l’Asl registra dunque costi per 37,5 milioni di euro, a fronte di 13,2 di ricavi. Le spese riguardano principalmente beni di consumo (farmaci, vaccini, dispositivi legati alla ripresa dell’attività ortopedica e Dpi); maggiori spese anche per le Usca, per l’hotel Covid solo parzialmente finanziato (190mila euro)e per la Cra Covid (400mila euro). E poi l’apertura dei centri vaccinali, i tamponi e i test alle farmacie e la vigilanza. Gli oneri per il personale dipendente sono cresciuti di 5,6 milioni, di cui 3,5 per addetti Covid, così come sono stati impiegati 3,9 milioni per il personale atipico (interinali cococo, autonomi), di cui 3 per l’emergenza Covid.


Per il Sant’Anna il disavanzo di esercizio è di 7.617.663 euro. Su questo risultato pesano, a confronto con l’anno scorso, 16,7 milioni in meno di contributi statali, commissariali ed europei, -2,4 milioni di ricavi da prestazioni sanitarie, maggiori costi per l’acquisto di beni (+6,7 milioni), di servizi sanitari e non (+2,4) e costi del personale (+4). I proventi straordinari (21 milioni, di cui 13 di contributi regionali), hanno solo in parte coperto i mancati rimborsi nazionali. Entrambi i bilanci sono stati approvati, con l’astensione dei Comuni di Ferrara, Bondeno, Comacchio, Lagosanto e Vigarano. Assenti Jolanda e Masi Torello. «Votare a novembre i bilanci preventivi 2021 delle due aziende significa per i sindaci esprimere un giudizio sul loro operato, a cui va invece il mio plauso – afferma il segretario provinciale Cgil, Cristiano Zagatti – Vergognoso assistere a voti di astensione senza nemmeno sentire l’esigenza di argomentare la decisione».

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA