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La movida di piazza Ariostea: «I ragazzi cercano alcol facile»

Dopo l'episodio dell'aggressione a un 16enne il racconto di un esercente: i maggiorenni mi chiedono bottiglie anche per gli altri. Io sto alle regole e loro si arrabbiano. La Squadra mobile raccoglie frame dalle telecamere

FERRARA. Dicono gli addetti Brodolini che ogni domenica mattina, in piazza Ariostea e in particolare attorno al monumento, c’è da tirar su una quantità ragguardevole di bicchieri, bottiglie rotte e altra spazzatura “da movida”. E anche le testimonianze degli esercenti della zona confermano come l’area teatro sabato scorso del pestaggio di un 16enne, denunciato sui social dalla madre, sia diventata tra quelle più a “rischio alcolico” della città, con turbolenze conseguenti. Il tutto mentre la Squadra mobile sta procedendo con l’acquisizione di testimonianze e video che possano chiarire meglio le circostanze dell’aggressione.

A raccontare un pezzo della quotidianità del sabato sera, in quella zona, è Babul Howlader, il titolare del market che si affaccia sul tratto di via Palestro a contatto con la piazza, e che resta aperto fino a tardi. Il negozio più alla portata dei gruppi di ragazzi che poi si “accampano” attorno al monumento. «Sì, ma noi seguiamo scrupolosamente le regole per la vendita degli alcolici, non tutti lo fanno, e per questo qualche fastidio questi ragazzi ce lo danno» racconta l’esercente, che sabato scorso aveva lasciato in negozio un suo dipendente con «l’indicazione esplicita di fare come sempre: alcol solo ai maggiorenni che presentano il documento, non più di un litro a testa e dopo le 21.30 solo in bottiglie di plastica. E quando facciamo presente queste cominciano le proteste: dicono perché non mi vuoi dare più bottiglie, sono maggiorenne; ma noi non vogliamo che poi diano l’alcol ai minorenni in piazza». Racconta infatti Howlader che per ogni maggiorenne ci sono diversi ragazzini più giovani, «ci sono tre quattro gruppetti, italiani, marocchini, tunisini, che si arrabbiano con noi per queste limitazioni. Abbiamo subito anche qualche furto di biscotti, botte alla porta, ma noi roba da poco. La Polizia? Sì, passano spesso anche se forse d’estate c’erano anche più controlli». Per un certo periodo la piazza è stata particolarmente attenzionata in quanto a rischio assembramenti post-covid.


In zona non ci sono telecamere ambientali, solo quelle interne degli esercizi pubblici, che potrebbero comunque aiutare le forze dell’ordine. Al bar Ariosto riferiscono di aver richiesto di poterne installare anche di esterne, ma l’autorizzazione non è arrivata. Di testimonianze dirette di quel sabato verso mezzanotte, però, non ce ne sono, perché gli esercenti dei locali aperti fino a tardi riferiscono di non essersi accorti di quanto successo nell’anello. Ora la Mobile, dopo aver sentito i genitori del ragazzo ferito (l’indagine è partita di ufficio fin dal referto ospedaliero visto che le lesioni erano superiori a 30 giorni), sta cercando anzitutto di chiarire quante persone abbiano partecipato all’aggressione e le cause.

Stefano Ciervo

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