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Ferrara, sono 30mila i pazienti diabetici: «Decisivo lo stile di vita»

Il 50% delle persone in terapia viene seguita dal servizio  specialistico dell’Asl: in campo medici, infermieri e dietiste. L’altro 50% dai medici di base 

FERRARA. Il 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale dedicata al diabete. L’obiettivo è migliorare l’accesso alle cure per questa patologia ed evidenziare la necessità di ulteriori azioni per prevenire la malattia e le sue complicanze. Il Diabete Mellito è una condizione di alterata gestione del glucosio da parte dell’organismo. Nel diabete mellito di Tipo 1 è dovuta alla mancata produzione del principale ormone ipoglicemizzante, ossia l’insulina; nel diabete mellito di Tipo 2, invece, è legata alla scarsa sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina (insulino-resistenza), promossa da stili di vita scorretti. L’Unità operativa complessa di Diabetologia Territoriale dell’Asl eroga diverse prestazioni ambulatoriali rivolte all’assistenza delle persone con varie forme di diabete: diabete di tipo II e di tipo I, diabete gestazionale e piede diabetico.

In campo un team diabetologico composto da 9 medici, infermieri e dietiste che operano nella sede centrale, nella Cittadella San Rocco, a Ferrara, e nelle sedi periferiche situate negli ospedali di Argenta e Cento e nelle Case della Salute di Copparo, Portomaggiore, Comacchio, Codigoro e Bondeno. L’equipe opera in stretto contatto con i medici di medicina generale, che identificano i pazienti con diagnosi di malattia diabetica e li inviano al centro per la presa in carico. Dopo aver impostato la terapia, i casi a più bassa complessità assistenziale vengono riaffidati al medico di famiglia, altrimenti i pazienti restano in carico alla struttura diabetologica.


«La gestione integrata funziona: nella nostra provincia sono presenti poco meno di 30mila persone con diabete, seguite al 50% dai medici di base e al 50% dalle nostre strutture – spiega il direttore facente funzioni, Marcello Monesi -. La patologia più diffusa è il diabete di tipo II, ma circa il 10% sono pazienti con diabete giovanile che, accolti dopo la transizione dalla pediatria, possono beneficiare delle più alte tecnologie come i microinfusori. Inoltre, ogni anno, in media 200-300 donne in gravidanza vengono seguite per il diabete gestazionale. Infine l’ambulatorio in San Rocco accoglie anche i pazienti che necessitano di cure ambulatoriali per piede diabetico, mentre nei casi più complessi è necessaria l’ospedalizzazione a Cona».

«Il diabete resta sempre una pandemia, che minaccia le condizioni di salute della popolazione – osserva il dottor Monesi -. Esistono nuovi farmaci e nuove tecnologie che ci possono permettere di ottenere degli obiettivi ambiziosi per il controllo della patologia, ma la migliore medicina in maniera indiscutibile resta sempre adottare uno stile di vita sano, incentrato su una dieta salutare e sull’attività fisica regolare e adeguata alle proprie possibilità».

L’Unità operativa di Endocrinologia e Malattie del Ricambio dell’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara – diretta dalla prof.ssa Maria Chiara Zatelli – contribuisce alla diagnosi di Diabete Mellito eseguendo, presso i propri ambulatori, il test diagnostico (curva da carico orale di glucosio) nei pazienti con fattori di rischio per la malattia.

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