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Ferrara, ultimo saluto a Yaya: risarcimenti in vista

Ieri esequie islamiche, a giorni il volo di rientro in Guinea. Offerte ferraresi alla famiglia del facchino, poi fondo interinali e Rc auto

FERRARA. L’ultimo saluto sul suolo italiano a Yaya Yafa è arrivato ieri mattina all’obitorio di Bologna, con rito mussulmano, e a porgerlo sono stati il fratello Fati Malang e pochi conoscenti. Il corpo del giovane morto il 22 ottobre scorso all’Interporto, schiacciato durante il turno di notte dalla manovra di un camion, attende a questo punto di essere riportato per la sepoltura in Guinea Bissau, con un volo il cui costo sarà anticipato da Amsef in attesa dei risarcimenti alla famiglia. La solidarietà dei ferraresi per il 22enne migrante che abitava in città si sta già manifestando concretamente in offerte, anche se ci saranno altri canali per aiutare la moglie, il figlio piccolo e i genitori: l’indennizzo Rca e anche il fondo bilaterale che copre gli infortuni dei lavoratori interinali, com’era appunto lui.

OFFERTE E RISARCIMENTI


A tirare le fila di queste attività sono i legali nominati dal fratello, Tiziano Tagliani e Riccardo Caniato. «Le offerte sono raccolte in due modi - spiega Tagliani - A Bentivoglio sono le aziende del polo logistico, e i loro lavoratori, a muoversi, poi c’è l’Arci Emilia Romagna attraverso un conto corrente di Banca Etica che mi risulta essere utilizzato da molti ferraresi, a partire da chi ha partecipato alla mobilitazione di solidarietà in centro». Questo canale ha già raccolto alcune migliaia di euro ed è in crescita.

Ferrara: in 400 per Yaya, vittima del lavoro

Poi c’è appunto il fondo bilaterale al quale si può accedere in quanto Yaya, bracciante agricolo nelle serre del Ferrarese, pochi giorni prima dell’incidente mortale aveva cominciato a lavorare come facchino con inquadramento da interinale. «Si parla di un risarcimento di circa 50mila euro, stiamo inoltrando la domanda proprio in queste ore quindi bisognerà attendere i tempi della procedura» aggiunge Caniato. Non dovrebbe avere tempi biblici il risarcimento collegato direttamente all’infortunio, se verrà confermato il coinvolgimento del camion in manovra: in questo caso scatterebbe il meccanismo della Rc auto. Un quarto filone riguarda la reversibilità della disoccupazione agricola, anche in questo caso attribuibile alla famiglia, che la Flai Cgil di Ferrara ha già impostato e dovrebbe concludersi in tempi brevi.

GLI ALTRI

La morte di Yaya ha scosso profondamente la comunità di giovani migranti pendolari tra le serre del Ferrarese e i pacchi dell’Interporto, che si conoscono e si frequentano in città. «Sono molte decine, ne abbiamo incontrati parecchi in queste settimane - spiega Dario Alba (Flai Cgil) - C’è chi ha smesso di lavorare all’Interporto perché gli è scaduto il contratto e non vuole tornarci, “piuttosto che viaggiare di notte e frequentare un posto di lavoro pericoloso, preferiamo cercare un lavoro qui” ci dicono. Sono concentrati tra Ferrara e Tresigallo, e in questo periodo sono in gran parte fermi perché l’attività vivaistica è entrata in un momento di stasi». C’è però da lavorare nelle potature e nella preparazione dei campi e già a dicembre riprende anche l’attività vivaistica. Difficilmente riprenderà il via vai massiccio dei mesi scorsi verso l’Interporto, dove gli infortuni gravi non sono una rarità, come hanno raccontato i compagni di Yaya.

S.C.

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