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Ferrara, il “pieno” costa sempre di più. Da Conad i prezzi più bassi della città

Benzina a 1,658, diesel a 1,538. Lievitano i prezzi di petrolio e gas. Il confronto tra le stazioni di servizio e i cambiamenti

FERRARA. La massima convenienza? I prezzi, insomma, più bassi quando si vuole fare il “pieno”? In fatto di carburanti il dubbio non si pone: chi vuole risparmiare deve andare alle stazioni di servizio Conad. A Ferrara, a quella di via Eridano, zona Ferrara nord. Lo dice una inchiesta condotta distributore per distributore. I prezzi dei carburanti stanno raggiungendo il massimo da oltre vent’anni a questa parte, un trend iniziato più di un anno fa e che al momento non sembra voler invertire la rotta. Benzina e gasolio (il tradizionale diesel) seguono l’andamento delle quotazioni del petrolio, in costante ascesa. Anzi, il gas naturale è quello che ha registrato l’aumento più marcato e repentino, arrivando a raddoppiare il prezzo in pochi mesi e rendendo il pieno più caro rispetto al diesel. Cosa ha provocato tutto questo? È possibile dire se e quando i prezzi si stabilizzeranno?

Facciamo il punto sul presente e capiamo cosa prevedono gli esperti. Con una premessa: in ogni caso, il rischio di costi elevati e crisi energetiche non è affatto da escludere. Soprattutto in questo periodo. Un viaggio tra 15 stazioni di servizio di Ferrara città (effettuato ieri mattina) mette in evidenza caratteristiche precise e consente di stilare una classifica dei distributori più economici e di quelli più costosi. Su tutte, se parliamo di convenienza, la stazione di servizio carburanti a prezzo più conveniente è la Conad di via Eridano dove la benzina (sempre con riferimento al litro) costa 1,658 euro, contro l’1,538 del diesel. Nel 2011 la stazione di servizio in questione non esisteva. Secondo posto in termini di convenienza al distributore Bertelli di viale Po, dove un litro di benzina costa 1,667 euro, e uno di diesel 1,557.


Terzo posto, medaglia di bronzo della buona spesa in fatto di carburanti, l’Enercoop di via Caretti: super a 1,679/litro, diesel a 1, 559. Al quarto, fuori podio, l’Ip di via Canapa, al quinto l’Esso di via Wagner, al sesto l’Eni di Foro Boario, e poi di seguito dal settimo in poi si elencano il Q8 di via Foro Boario, l’Ip di via Wagner, l’Ip di via Bologna, l’Ip di via Caretti, l’Ip di via Copparo, l’Ip di zona Chiesuol del Fosso, l’Ip di via Padova, l’Eni di via Ravenna, il Q8 di via Comacchio, e così si chiude la classifica dei distributori.

L’aumento dei prezzi dei carburanti, gas inclusi, ha inizio alla fine del 2020, con la ripresa della produzione globale dopo gli stop più lunghi imposti dal Coronavirus. Se durante i lockdown, con le attività produttive ferme, si erano accumulate grandi quantità di petrolio, una ripartenza decisamente rapida ha bruciato gli stock e ha così aumentato la fame di greggio. Quando la domanda cresce e l’offerta non è in grado di tenere il passo, i prezzi aumentano. Nello specifico, il Brent europeo da inizio ottobre 2020 a oggi è passato da 41 a 85 dollari al barile; discorso simile per il Wti americano, passato da 39 a 84 dollari negli ultimi dodici mesi. Di conseguenza, seppur con una progressione meno spedita, anche benzina, gasolio (e gpl) si stanno riposizionando su livelli toccati solamente nel 2012. Nel lungo periodo, però, c’è da mettere in conto gli effetti della transizione energetica, in nome della quale stanno diminuendo gli investimenti nei nuovi giacimenti. Un rapporto Iea (l’Agenzia internazionale dell’energia) rileva che, per essere “carbon neutral” entro il 2050, gli Stati Uniti dovranno raggiungere il picco massimo di consumi di greggio entro il 2025. Ma in base agli investimenti attuali in energia verde la stima si sposa al 2035. Fenomeno che riguarda anche l’Europa, forse troppo convinta di poter fare a meno dei combustibili fossili in così breve tempo.

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