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Case migranti, ci sono offerte nel Ferrarese. Ma non arriva più nessuno

Il bando della Prefettura per 550 posti stavolta non è andato del tutto deserto. I ferraresi restano però fuori. Don Bedin e i mancati arrivi: stupidità ideologica 

FERRARA. Qualcosa si muove sul fronte migranti. L’ultimo bando della Prefettura per 550 posti non è andato deserto come quelli precedenti, e si preannuncia l’arrivo di nuovi soggetti nel mondo dell’accoglienza ferrarese. Dal canto loro, le associazioni che fanno capo a don Domenico Bedin, che non hanno partecipato al bando, sono sempre più critiche nei confronti della burocrazia collegata alla gestione dei centri, e sollevano il tema del mancato arrivo di nuovi profughi nella nostra provincia «anche se le aziende del territorio vengono a cercarli».

Anzitutto il nuovo bando biennale. Si tratta di una gara da 550 posti destinati all’accoglienza, in «singole unità abitative messe a disposizione dal concorrente, aventi capacità ricettiva massima di 50 posti complessivi e con organizzazione dei servizi secondo modalità di rete». In gioco ci sono quasi 11,8 milioni di euro, suddivisi in tre tranche: la prima è relativa al prezzo pro capite al giorno riconosciuto ai vincitori, 25,21 euro, per la durata di due anni; il secondo è per i kit (abbigliamento e quant’altro necessario) che tiene conto del turnover stimato nel corso di due anni pari a 4, considerato un ricambio a stagione; il terzo, di oltre 1 milione non soggetto a ribasso, per la fornitura di Pocket money, cioè 2,50 euro al giorno, e la tessera telefonica di 5 euro.


Il 30 ottobre scadevano i termini per la presentazione delle offerte, sull’intero bando o parziali, e stavolta almeno una richiesta di partecipazione c’è stata: ieri in Prefettura è partita la procedura di valutazione, nei prossimi giorni si saprà qualcosa di ufficiale. Potrebbe trattarsi di una coop di Bologna che qualche settimana fa aveva chiesto di visionare alcune strutture di accoglienza del territorio, in ogni caso le principali cordate ferraresi, che stanno gestendo in regime di proroga la maggioranza dei 500 migranti del Ferrarese, ancora una volta hanno disertato. «Non è tanto l’aspetto economico a scoraggiarci, quanto le rendicontazioni su ogni singola voce, i controlli e gli aspetti burocratici che negli ultimi tempi sono diventati asfissianti - dice don Bedin - Il tutto per un numero di persone che resta stabile o cala, poiché, nonostante in tv si parli sempre di sbarchi, a Ferrara da tempo non arriva più nessuno». E di manodopera il sistema produttivo avrebbe bisogno, «ho passato un’intera giornata nella nostra struttura di Sabbioncello senza vedere mai i nostri sette ospiti: sono a lavorare dalle 7 di mattina - racconta ancora il sacerdote - e continuano ad arrivare aziende che ci chiedono se ne abbiamo altri. È stupidità ideologica non volere questi ragazzi».

S.C.

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