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Ferrara, Bizzarri in Provincia spiazza i sindaci del centrodestra

Saletti (Bondeno): candidatura lanciata da Lodi? Sua opinione, trovare chi unisce. Bergamini (Vigarano): prematuri i nomi. FdI contro, si muovono i civici ferraresi

FERRARA. Lunedì pomeriggio i sindaci del centrodestra si sono incontrati per fare un passo avanti sulla questione Provincia: tutti d’accordo, compresi Alan Fabbri (Ferrara) e Riccardo Bizzarri (Masi) sul fatto di cercare tra i propri consiglieri i disponibili a candidarsi nell’assise del Castello, non una parola sul tema caldo della presidenza. Ieri mattina la sorpresa, con la candidatura di Bizzarri lanciata sulla Nuova dal vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, plenipotenziario leghista e punto di riferimento della maggioranza a Palazzo Municipale, il cui voto è decisivo per l’elezione di secondo grado in Castello. Dalle reazioni, ufficiali e ufficiose, l’impressione è che la partita sia molto aperta, come testimoniano le parole dei diretti interessati. «Bizzarri? Nicola Lodi, che apprezzo per il suo impegno anche in questa partita - tiene a sottolineare il sindaco di Bondeno, Simone Saletti, molto vicino a Fabbri, pure in corsa per la candidatura - ha espresso una sua opinione ed è più che lecito. Aggiungo che sicuramente il centrodestra esprimerà una candidatura, e che a mio modo di vedere dovrà essere condivisa, ragionata e in grado di tenere unita la coalizione». Concetto ancora più chiaro nelle parole di Davide Bergamini (Vigarano), pure candidabile e garante dell’alleanza in quanto coordinatore provinciale della Lega: «Bisogna ricercare l’unità del centrodestra, cercando di allargare ai civici e alla rappresentanza di tutta la provincia. È il lavoro che stavamo impostando, per cui può essere prematuro parlare del presidente».

Il rischio rottura è reale perché da mesi Fratelli d’Italia esprime un giudizio negativo sulla eventuale candidatura di Bizzarri, «l’unico sindaco di area ad averci tenuto fuori dalla sua giunta» ripete il segretario Mauro Malaguti, che ieri ha evitato di commentare, «non aggiungo nulla». La contrarietà per l’uscita di Lodi è però palpabile, anche perché proprio nei giorni scorsi il responsabile nazionale dell’organizzazione FdI, Giovanni Donzelli, ha ribadito il veto ad alleanze neanche indirette con centrosinistra e M5s, e il braccio destro di Bizzarri è la dem Serena Poltronieri. I “fratelli” contano a questo punto sulla convocazione di un tavolo regionale del centrodestra, sul quale valutare le candidature, ma tengono in caldo l’ipotesi di una lista alternativa.


Nel mondo civico, evocato da Lodi come “rinforzo” anche in prospettiva 2024 al centrodestra, si sta intanto valutando le mosse migliori per contare di più su questo tavolo. «Entro l’inizio della prossima settimana avremo un incontro con il sindaco Fabbri oltre che l’assessore Andrea Maggi - spiega ad esempio Francesco Carità, capogruppo di Ferrara cambia - Fino a quell’incontro sarebbe inopportuno da parte nostra fare dei nomi, che sia Bizzarri o qualcun altro, certo la nostra preferenza ricade su di un candidato civico». Va sottolineato che, per il gioco dei voti bilanciati, il peso del consiglio comunale di Ferrara sull’elezione del 18 dicembre è decisivo.

Solo per questa tornata è saltato il vincolo dei 18 mesi di mandato valido da sindaco del candidato presidente: resta quindi potenzialmente in corsa anche Roberto Lodi, che pure dovrà cercare la riconferma la prossima primavera a Terre del Reno.

Stefano Ciervo

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