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Cento, storia di Leila: «Genitori malati, sola non ce la faccio. Chiedo aiuto alla istituzioni»

Il padre ha anche difficoltà motorie, atteso per oggi il montascale 

CENTO. A giugno Leila ha scoperto di avere i genitori malati e da quel momento la sua vita è cambiata per sempre. «Per accudirli ho temporaneamente lasciato il lavoro ma la situazione diventa ogni giorno più difficile». Leila non sa come fare. Da figlia accudisce i suoi genitori, da madre cresce i suoi ragazzi ma la vita negli ultimi sei mesi è cambiata completamente. «Mia madre e mio padre, 64 anni lei e 67 lui, sono malati di tumore, hanno difficoltà motorie e necessitano di assistenza. Ho fatto tutte le domande possibili per avere il congedo straordinario, che è retribuito, ma ancora le pratiche sono in alto mare. Abbiamo solo lo stipendio di mio marito e viviamo in affitto, è dura». Come se non bastasse l’appartamento è al secondo piano di una palazzina senza ascensore e il padre di Leila, debilitato fortemente dalle cure, ha difficoltà a camminare. «Si sposta praticamente solo con la carrozzina e quando deve tornare in casa dopo la chemioterapia viene sollevato di peso dai miei figli e da mio marito e portato in casa a braccio. Sono mesi ormai che ho chiesto di installare un montascale, forse oggi sarà il giorno giusto. Ma quanto è stata dura in tutte queste settimane».

L’ODISSEA


Assistenti sociali, Inps, Asl, Comune di Cento, medici; Leila ha parlato con tutti. La donna vive a Cento dal 2004, è originaria della Tunisia ma abita in Italia da vent’anni, il marito da dieci anni in più. I figli adolescenti sono nati e cresciuti qui. «Sono bravi, sanno che è un momento complicato e fanno di tutto per aiutarmi. Non chiedono niente di più di quello che hanno ma mi dispiace non avere nemmeno venti euro da dargli per una serata al cinema con gli amici», dice. E dalla voce emerge tutta la stanchezza di questi mesi.

«Quando i servizi sociali sono entrati in casa e hanno visto la situazione, hanno visto i miei genitori e il loro dolore, sono rimasti senza parole. Mi hanno detto che un modo per aggiustare la situazione si sarebbe trovato e io ci voglio credere, mi voglio fidare. Il montascale è un passo importante e ora - sottolinea - spero di avere risposte anche per quanto riguarda il mio stipendio».

I SACRIFICI

Leila non ha l’abitudine di lamentarsi. È abituata a lavorare ed impegnarsi ma ora ha bisogno di un aiuto da parte delle istituzioni, da sola non ce la può fare. «Viviamo in sei con un solo stipendio e paghiamo seicento euro di affitto al mese, la situazione sta diventando insostenibile per questo chiedo agli organi competenti di aiutarmi. Da sola - afferma esausta - non ce la posso fare». Anche perché in tutto questo, oltre alle difficoltà economiche e logistiche, c’è la salute sempre più incerta e compromessa dei genitori. Quella è la preoccupazione più grande per Leila e la sua famiglia che, in mezzo a tutte le fatiche, cerca di non arrendersi al dolore quotidiano.

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