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Bancarotta fraudolenta, condannato a 4 anni ex titolare della Pomac

Una delle macchine della azienda Pomac, in una foto d'archivio in una fiera del settore delle macchine agricole

La sentenza  del tribunale per l' ipotesi di crac distrattivo e documentale. L'accusa privata sostenuta dalla parte civile che rappresentava il fallimento, soddisfatti gli avvocati Silvia Fasolin e Marco Linguerri. L'azienda fallì nel 2016, era una delle eccelleze del Ferrara ed esportava nel mondo macchine per raccogliere pomodori

Marcello Pulidori

Alla fine (di questo primo grado) ha vinto la tesi sostenuta dalla parte civile della curatela fallimentare, quella cioé rappresentata dagli avvocati Silvia Fasolin e Marco Linguerri che in corso d'opera avevano chiesto e ottenuto anche accuse supplettive. Giorgio Squarzola, ex titolare della “Pomac srl” con sede a Mirabello è stato condannato a quattro anni per bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale.


La sentenza è arrivata ieri pomeriggio dal tribunale di Ferrara, pubblico ministero Andrea Maggioni. E con la dottoressa Piera Tassoni come presidente del collegio. Si tratta, come ricordato, della sentenza di primo grado. Ed è una sentenza di condanna.

la storia

Ex titolare, si diceva. Perché il 10 maggio del 2016 la “Pomac” dichiarò il fallimento e da quel momento a oggi della “Pomac srl” si è parlato soltanto nelle aule del tribunale.

Peraltro l’azienda era (perlomeno fino all’arrivo dei guai giudiziari) una delle realtà imprenditoriali più fulgide del Ferrarese. Un colosso industriale della nostra provincia, una eccellenza del Ferrarese, leader nel settore della produzione di macchine agricole per la raccolta dei pomodori. Un’azienda che esportava questi macchinari in tutto il mondo, oltreché in tutta Italia. Mentre altri erano in qualche modo usciti dal processo (è il caso del braccio destro di Squarzola che aveva già chiuso patteggiando la pena in precedenza), restava ancora da chiarire la posizione del proprietario dell’azienda. Sulla base dei riscontri del curatore fallimentare e degli ispettori della guardia di finanza, il titolare era dunque accusato di aver fatto uscire dalle casse dell’azienda soldi mentre non poteva farlo, dato che tutto era congelato dal fallimento.

la difesa

In un primo tempo la difesa aveva sostenuto che le somme fossero del tutto regolari perché frutto di canoni di affitto pregressi; soldi, sempre secondo la difesa, anticipati da Squarzola e liquidati in quel periodo. Ma alla fine, almeno alla fine di questo processo di primo grado, il tribunale di Ferrara ha ritenuto giusto condannare Squarzola. Tesi, come si diceva, sostenuta e ampliata da altre contestazioni dafli avvocati Silvia Fasolin e Marco Linguerri.

ai tempi d’oro

Come si diceva, la “Pomac”, ai suoi tempi d’oro, era un’azienda leader del settore e motivo di vanto per il territorio ferrarese. Anche se negli anni lo stesso titolare venne accusato (processato e assolto nei processi, condannati gli acquirenti delle macchine Pomac) di truffe ai danni dell’Unione Europea: in ballo c’erano i contributi comunitari per l’acquisto delle macchine che prevedevano un abbattimento dei costi del 35% della spesa.

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