Don Daniele è arrivato «Bisogna portare serenità per superare le ferite di terremoto e pandemia»

Poggio Renatico e il cardinale Zuppi hanno accolto il nuovo parroco L’auspicio: importante il recupero dell’Abbazia di San Michele 

LA NOVITà

Chiesa poggese affollata domenica pomeriggio, nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia, diretta sulla pagina Facebook della parrocchia e cerimonia religiosa allietata dal coro dei giovani della parrocchia. Questa è stata l’accoglienza che la comunità poggese ha riservato al nuovo parroco, don Daniele Nepoti, che alla presenza del cardinale Matteo Maria Zuppi ha celebrato la sua prima messa di insediamento nella parrocchia di San Michele Arcangelo. Il nuovo parroco - che subentra a don Roberto Petrini , destinato ad altro incarico - è nato a San Matteo della Decima (Bo), ha 46 anni è proviene dalle parrocchie di Zola Predosa e Borgo Panigale, nelle quali ha svolto il suo ultimo incarico pastorale.


«Mi è stata riservata - spiega don Daniele Nepoti - una bellissima e emozionante accoglienza che mi ha stimolato, ulteriormente, a impegnarmi a svolgere la mia attività pastorale per servire nel migliore dei modi la comunità poggese. Cercando, nel contempo, di provare a portare serenità per superare le ferite causate dal terremoto e dalla pandemia in atto. La mia intenzione sarà quella di impostare, già dai primi giorni, un modo di operare su tre linee di condotta ben precise. Ascoltare tanto per cercare di capire il tessuto della comunità, avere sempre un sorriso cordiale per dimostrare la disponibilità all’ascolto e prudenza perché ogni cosa dovrà sempre essere valutata e ponderata con tanta attenzione».

Nell’omelia il neo parroco ha anche fatto una promessa ben precisa: «Impegno massimo - ha sottolineato don Daniele - per recuperare l’Abbazia di San Michele, danneggiata dal terremoto, per poterla riaprire al culto dei fedeli. Parlando con l’amministrazione comunale ho saputo che sono in programma i lavori per il recupero di castello Lambertini. Sarebbe molto bello vedere che nei due monumenti simbolo del paese, l’Abbazia per la vita religiosa e castello Lambertini per quella civile, iniziare quasi in contemporanea i lavori di recupero. Un segnale per mettersi definitivamente alle spalle i danni e le paure causate dal terremoto».

L’Abbazia di San Michele è sorta, nei primi anni del secolo scorso, dove un tempo c’erano gli orti, i giardini e le pertinenze di castello Lambertini. Un legame rinsaldato se i due monumenti verranno recuperati in simultanea.

Giuliano Barbieri

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