Il contagio aumenta nel Ferrarese, raddoppiati i posti in terapia intensiva

Crescono i ricoveri negli ospedali, sette i pazienti in area critica e altri 68 nuovi contagiati. La protesta di una coppia che attende l’esito dei tamponi

FERRARA. Il Covid torna a sgomitare negli ospedali e a sottrarre spazi alla sanità free. L’aumento costante dei ricoveri, anche di pazienti gravi, ha costretto a raddoppiare i letti Covid di terapia intensiva, passati da quattro a otto e già quasi al completo, con sette degenti. Due i nuovi arrivi in area critica nelle ultime ventiquattr’ore: un paziente di Mesola proveniente da un reparto non intensivo e uno di Lagosanto arrivato dal pronto soccorso; a questi si aggiungono altri sei ricoveri ordinari (tutti di Ferrara), con 42 degenti totali Covid su 44 posti: sedici persone si trovano nel reparto di Pneumo Covid (al completo), altre 19 in Malattie infettive Covid (su 20 letti). Dei dieci posti per Lungodegenti Covid al Delta, infine, nove sono occupati.

Crescono anche i contagi: dopo la tregua del giorno precedente (solo 11 casi), il bollettino sanitario registra 68 nuovi positivi (26 sintomatici), tutti da contatto sporadico tranne uno da focolaio, su un totale di 403 tamponi analizzati. Nei Comuni apparentemente senza nuovi casi (Goro, Masi Torello, Lagosanto, Ostellato, Portomaggiore e Voghiera) in realtà non sono stati refertati tamponi, tranne a Jolanda di Savoia dove tre test analizzati hanno dato tutti esito negativo. Il maggior numero di contagi (28) riguarda Ferrara, su 231 tamponi analizzati, poi spiccano i sette casi di Mesola, con altri quattro tamponi negativi.


Balzo in avanti anche dei casi attivi (+53), con le guarigioni che si fermano a quindici; altre 157 persone sono state messe in quarantena, 164 sono uscite dall’isolamento.

Attende invece da domenica l’esito dei tamponi molecolari una coppia di Ferrara: il venerdì precedente i test rapidi avevano dato esito positivo, e due giorni dopo le Usca avevano dunque eseguito il tampone molecolare a domicilio. Da allora, però, nessuna risposta, con una crescente ansia aspettando l’esito. Ieri peraltro è stato comunicato loro che il previsto passaggio dell’Usca sarebbe stato rinviato, e l’esasperazione aumenta: «Entrambi lavoriamo, vorremmo almeno sapere quando ci sarà possibile rientrare», protestano.

E c’è fibrillazione anche nelle scuole, per le nuove regole sulle quarantene e la necessità di avere risposte veloce sui risultati dei tamponi: proprio oggi è previsto un incontro tra Asl e dirigenti scolastici, mentre la Dad continua a colpire a macchia di leopardo. All’Einaudi nei giorni scorsi tre classi erano state messe a casa dopo aver riscontrato alcuni positivi, nel frattempo due sono rientrate, e la terza sta ancora svolgendo didattica a distanza.

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