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Un altro tragico schianto, sulla Statale Adriatica muore un operaio di  33 anni

A perdere la vita sul colpo Merengnna Peaduru, un cittadino dello Sri Lanka: l'incidente  tra un camion e un furgoncino. Altre tre persone ferite

MONTESANTO. È morto mentre andava a lavorare Merengnna Peaduru, 33 anni, originario dello Sri Lanka. Ferito grave il suo collega, che si trova ricoverato in rianimazione all’ospedale Sant’Anna di Cona. Lo schianto ieri mattina alle 7.45 sulla statale Adriatica, all’altezza di Montesanto. Quattro i mezzi coinvolti: due auto, un furgoncino e un camion. Lo scontro tra il camion che trasportava bombole di gas inerte, il furgoncino con a bordo i due operai di una ditta di pulizie di Verona e due auto. Il 33enne è morto sul colpo, illesi i conducenti delle auto.



la dinamica

L’uomo era dipendente di una ditta di pulizie e con il suo collega era partito da Verona molto presto e dopo aver lavorato in una ditta dell’argentano, stavano tornando a casa. All’altezza di Montesanto il furgoncino si è scontrato con un camion che viaggiava in direzione opposta. Ancora da capire se alla base dell’incidente potrebbe esserci o meno un sorpasso azzardato o se uno dei due mezzi ha invaso l’altra corsia. Dopo lo scontro, violentissimo, entrambi i mezzi sono finiti nella scarpata, sui due lati opposti della carreggiata mentre le auto che si trovavano dietro al furgone non hanno potuto fare niente per evitarlo. Per fortuna viaggiavano a velocità moderata e i conducenti sono riusciti a scongiurare il peggio. Ferito in maniera lieve il conducente del mezzo pesante che è stato comunque portato al Sant’Anna di Cona per accertamenti. Non c’è stato invece nulla da fare per Merengnna Peaduru, rimasto incastrato tra le lamiere.

Quando i vigili del fuoco di Portomaggiore e i medici del 118 sono riusciti a tirarlo fuori, per lui non c’era più nulla da fare. Il furgoncino era completamente distrutto nella parte anteriore e anche se la vittima e il ferito indossavano la cintura, l’impatto è stato tale da non lasciare scampo al 33enne. La statale Adriatica, ancora una volta, è rimasta chiusa per tutta la mattina. Prima per l’incidente, quindi per il recupero dei mezzi (è stato necessario l’intervento della gru dei vigili del fuoco arrivata da Ferrara per spostare il camion) e quindi per la messa in sicurezza della strada che era piena di olio e carburante.

In un primo momento le forze dell’ordine e i pompieri si sono allarmati per la presenza di decine di bombole di gas, in realtà poi hanno appurato che si trattava di gas tecnico inerte presenti sul camion ed hanno quindi sì chiuso per diversi chilometri la strada ma l’allarme è rientrato. Il lavoro è stato comunque lunghissimo e i disagi enormi, con anche i mezzi pesanti deviati per le strade secondarie.

i colleghi di lavoro

Attorno alle 10, sul luogo dell’incidente è arrivato un altro furgoncino, sempre della stessa ditta di pulizie, con a bordo amici e colleghi del ragazzo, tutti originari dello Sri Lanka e impegnati anche loro a lavorare su Ferrara. «Era un nostro caro amico – dicono con gli occhi pieni di lacrime –. Era arrivato in Italia da poco meno di quattro anni, ha lasciato la famiglia in Sri Lanka e manteneva tutti da qui. Ha un bambino piccolo, di appena cinque anni, che ha visto davvero poco. Quando è arrivato qui, non aveva i soldi per poter tornare indietro. Poi è arrivato il Covid, le chiusure, la zona rossa e nessuno si è più potuto muovere». Il lavoro che è aumentato, la felicità anche di avercela fatta con un regolare contratto, un’assunzione e finalmente una prospettiva di vita molto più tranquilla anche per la moglie e figlioletto. Per il 33enne sembra essere arrivata la svolta che aveva tanto cercato e aspettato.

«Non solo loro, aiutava tutti i parenti. Aspettava soltanto di poter portare la sua famiglia qui, per dare al bimbo tutto quello che lui non ha avuto. Non sappiamo come fare, non sappiamo trovare la parole per dire che il nostro Merengnna non c’è più».

Quando il corpo del 33enne è stato portato in Medicina legale, i suoi amici lo hanno seguito. «Andiamo in ospedale, dobbiamo capire come sta l’altro collega. Li avevamo sentiti poco prima, al mattino ci alziamo molto presto per andare a pulire prima che arrivino i dipendenti delle ditte. Qui stiamo bene ma il pensiero va sempre alla nostre famiglie. Siamo lontani, troppo lontani e quando succedono fatti così tragici non sappiamo cosa fare, come muoversi. Adesso cercheremo di capire bene perché questa è una situazione davvero complicata». Un altro morto. Un’altra vita piena di sogni spezzata prima che si potessero realizzare.

Il sindaco di Argenta, Andrea Baldini, ha lanciato l’ennesimo appello ad Anas per cercare di trovare soluzioni così da garantire la sicurezza sulle strade. Ormai le statali che attraversano la nostra provincia, Adriatica e Romea soprattutto, non sono più in grado di sostenere la mole di traffico che ogni giorno devono sopportare. Non solo, gli incidenti sono all’ordine del giorno e quando le arterie principali vengono chiuse, le strade provinciali e comunali vanno in sofferenza.

Annarita Bova

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