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Il grido dei sindacati sull’Anagrafe chiusa: «Comune, così non va»

Cgil-Cisl e Uil: l’unico obiettivo è ridurre i suoi servizi. Sul sabato a porte chiuse lo scontro diventa incandescente 

FERRARA. Il sindacato, anzi i sindacati, non ci stanno. E contro la decisione del Comune di chiudere l’ufficio anagrafe di sabato, fino al 8 gennaio, promettono battaglia. «Il Comune sta prendendo in giro non soltanto i cittadini utenti – dicono Luca Greco, Mariarosaria Rea e Leonardo Uba, rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil – ma anche i suoi dipendenti».

È l’inizio di un vero e proprio attacco che rischia ora di far diventare incandescente lo scontro tra Comune e sindacati. E anche la delegazione di Porotto dell’ufficio anagrafe entra in questa specie di bolgia. «Ci era stato detto che il personale era sufficiente – dicono ancora i sindacalisti – anzi che era anche troppo, a garantire tutti i servizi demografici. Siamo stati accusati di “non entrare nel merito delle questioni, di strumentalizzare la situazione dei dipendenti del Comune di Ferrara per sollevare polemiche sterili. Ci era stato detto – dicono ancora i sindacati – che il problema era solo la gestione del centralino e, che una volta esternalizzato questo, tutto si sarebbe magicamente risolto. Eppure – prende atto il sindacato – il Comune chiude. Evidentemente avevamo ragione. Il Comune, invece di affrontare i problemi legati alla carenza di personale, chiude i servizi ai cittadini. Servizi che, evidentemente, rimanevano aperti solo grazie alla disponibilità dei dipendenti a lavorare in straordinario. Dipendenti che però si sono stancati di essere presi in giro. Speriamo – incalzano i sindacati – che la cittadinanza venga almeno avvisata della chiusura: fino a oggi, infatti, gli utenti dei servizi non erano stati avvertiti dei possibili disagi legati al blocco degli straordinari. Sabato 13 novembre, in assenza di disposizioni in merito, solo l’attenzione del personale, che ha autonomamente avvisato gli utenti, ha impedito ai cittadini un giro a vuoto».


Poi la conclusione: «Ecco allora spiegata la latitanza del Comune in prefettura. Dire la verità davanti al rappresentante del Governo era una responsabilità che non si potevano prendere. Ecco allora emergere quello che sembra essere uno degli obiettivi dell’Amministrazione comunale: ridurre i servizi alle persone».

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