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Regia unica per i fondi di sostegno allo sviluppo

Caccia ai soldi Pnrr e Ue, tavolo in Castello Bonaccini: il Ferrarese ora può recuperare

FERRARA. La firma della declinazione ferrarese del Patto per il lavoro e per il clima, «unico esempio in Emilia Romagna» ha specificato il governatore Stefano Bonaccini, ieri mattina nell’ex sala del consiglio provinciale gremita di amministratori, imprenditori e manager, è stata la dimostrazione plastica dei motivi per i quali attorno alla presidenza della Provincia si sia scatenato un conflitto politico ormai aperto. In poco meno di un anno, infatti, il Castello è passato da ente in esaurimento con compiti residuali a cabina di regia del Pnrr e della nuova programmazione dei fondi europei, una montagna di soldi che «si deciderà assieme come indirizzare, è questa la grande novità» ha scandito il vicepresidente delegato della Provincia, Nicola Minarelli: questo è almeno l’impegno che si sono presi con la firma virtuale di ieri una pletora di soggetti che abbraccia l’intero mondo economico e istituzionale, con l’estensione all’Arcidiocesi e all’università.Già mercoledì prossimo è prevista una convocazione della Consulta dell’economia, la cabina di regia di cui sopra, per «discutere del metodo con cui mettere a punto la progettualità, è questo il lavoro che lasceremo a chi verrà dopo di noi» ha aggiunto Minarelli, che appunto è in scadenza in vista delle elezioni del 18 dicembre.

Le sigle associative si presentano a questo appuntamento unite nel Tavolo dell’imprenditoria, apparecchiato un anno fa, «se non si arriva ad un eccesso di protagonismo siamo in grado di effettuare grandi scelte» ha spiegato Giulio Felloni, presidente Ascom e pro tempore del tavolo.l’eventoLa firma del focus provinciale del Patto regionale per il lavoro e il clima, sottoscritto nel dicembre 2020, è stato preceduto da interventi di Bonaccini, dell’assessore regionale Vincenzo Colla e dello stesso Minarelli. Il tutto sintetizzato in un incontro in presenza di circa un’ora, il primo di questa portata in pandemia, che ha dato un tocco di solennità ad un evento virtuale, in quanto le firme "vere" sono state poi apposte dai diretti interessati in forma digitale. Sul piatto, è stato specificato, c’è una nuova stagione di finanziamenti: dal Pnrr ai fondi strutturali Ue 2021-27, alle opportunità dello stesso Patto per il lavoro e il clima della Regione. Il governatore ha pensato soprattutto ad inserire queste risorse nel nuovo quadro regionale, che va dai Big data e nuove tecnologie fino all’implementazione dei distretti di automotive, meccatronica, biomedicale, packaging, agroalimentare, collegati alle università regionali e alla reti degli Istituti tecnici superiori. l’articolazioneBonaccini ha poi spiegato a beneficio dei giornalisti il motivo per il quale Ferrara è l’unica provincia ad avere un focus tutto suo del Patto regionale: «Stiamo parlando non di un territorio sfortunato, viste le sue notevoli eccellenze, ma che corre meno veloce di altri. Ha tutte le potenzialità per recuperare, come dimostra anche la fase di uscita dalla pandemia con numeri di tutto rispetto. Ora, mentre dobbiamo tenere a bada la pandemia, c’è la possibilità di lavorare sugli assi principali d’investimento».

Per i fondi strutturali Ue, ha specificato, sono in arrivo in Emilia 3 miliardi di euro, «siamo avanti nella progettazione e nelle prossime settimane e mesi potremo far partire i bandi». Colla dal canto suo ha spezzato una lancia per la chimica impegnata nella delicata partita della riconversione con chiusura del cracking di Marghera, «dobbiamo far capire al governo che non si fa "green" senza chimica», aggiungendo peraltro che è il momento di «aggredire i punti di criticità storici di questa provincia». E da tempo, anche con il tavolo Ferrara Rinasce, il Comune capoluogo «sta lavorando sulle direttrici indicate dal Pnrr» ha aggiunto l’assessore Angela Travagli.Minarelli ha spiegato in concreto come dovrebbe funzionare il meccanismo messo in piedi ieri. «Non è detto che arrivino soldi in più, grazie a questo patto, ma quantomeno avremo un quadro condiviso al quale tutti i soggetti del territorio faranno riferimento. È importante, assieme al sostegno della Regione, per riuscire a spendere bene i fondi. La cabina di regia è la Consulta dell’economia, che deve rimanere l’elemento fondamentale per le progettualità - ha scandito il vicepresidente del Castello - Chi presenterà poi i progetti, una volta trovato l’accordo di tutti? Il Pnrr non ha ancora chiarito i soggetti attuatori, mentre la Regione sta già definendoli. Per fare un esempio, se vi sono diversi Comuni e proporre progetti di riqualificazione dei negozi del centro, grazie al patto potremo presentare come territorio una scheda unica invece di disperdere le proposte».In questa maniera, è l’intendimento, si potranno selezionare i progetti «strategici», non a caso il termine utilizzato da Felloni, per il territorio, ed avere più chance di candidarli a vari bandi. La via preferenziale è garantita proprio dalla presenza nel focus ferrarese del Patto dei grandi capitoli programmatici entro i quali inserirli. «Hanno capito la necessità di lavorare assieme, come stiamo facendo noi imprenditori» ha sospirato il presidente del Tavolo: di per sé, è questa la «grande innovazione».© RIPRODUZIONE RISERVATA