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Covid, focolaio alla materna di Pieve di Cento

Tra i positivi anche un’educatrice non vaccinata. Le famiglie chiedono garanzie su protocolli e verifiche dei Green pass

PIEVE DI CENTO. C’è agitazione e preoccupazione tra le famiglie dei bimbi che frequentano la scuola materna statale di Pieve di Cento, dove a partire dal 5 novembre, e per i giorni successivi, sono stati riscontrati otto casi di positività, compreso il contagio di una educatrice che risulta essere non vaccinata.

Una sezione delle sette presenti è stata chiusa, e i piccoli sono stati messi in quarantena per dieci giorni, come prevedono i nuovi protocolli sulle quarantene scolastiche, ma tra le famiglie sono cresciuti dubbi e perplessità sulla gestione di quello che è diventato un vero e proprio focolaio, che non ha risparmiato anche parecchie mamme e papà, risultati a loro volta positivi.


Uno degli interrogativi riguarda il rispetto del sistema delle “bolle” che, tenendo separate le sezioni, consente in caso di contagi di chiudere una sola sezione, e non tutta la scuola. E così è stato. Ma allora perché, si chiede in particolare una mamma, i bambini frequentano e hanno continuato a frequentare tutti insieme il pre e il post scuola, riuniti in un’unica sala? Il contagio, è la testimonianza, si è presto diffuso anche tra gli stessi genitori, e per alcuni bimbi le conseguenze si sono fatte sentire, con febbre, dolori alle ossa e disturbi intestinali.

Ma le questioni aperte riguardano anche la sanificazione degli ambienti e i controlli, perché le famiglie chiedono garanzie sulla puntuale verifica dei green pass all’ingresso dell’istituto.

«Ho ben presente la questione, e stiamo prendendo a cuore le proteste del Comitato genitori, che ha inviato al proposito una lettera al Comune – spiega il sindaco di Pieve di Cento, Luca Borsari – Siamo in contatto con l’Asl, per affrontare il tema della rapidità dei tamponi e dei tempi per avere i risultati, così come ci stiamo confrontando con la dirigenza scolastica della materna per assicurarci che siano state seguite tutte le procedure e i controlli previsti dai protocolli sanitari. Daremo ai genitori le risposte che chiedono».

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