Eni e Intesa entreranno nel capitale di Bonifiche

Acquisteranno quote societarie per un controvalore complessivo di 60 milioni Con il colosso energetico anche una joint per alimentare le bio-raffinerie

Eni e Intesa San Paolo entrano nel capitale di Bonifiche Ferraresi con operazioni che non hanno solo connotati finanziari. L’alleanza con il colosso dell’energia, in particolare, consente al gruppo agroindustriale di Jolanda di Savoia di trovare sbocchi nelle bioraffinerie per i sementi delle piante oleaginose e sviluppare progetti pilota anche all’estero. Il capitale sociale di Bonifiche ne esce evidentemente rafforzato con partecipazioni significative, comunque che non intaccano gli equilibri di governance, di due “campioni” dell’economia nazionale. In parallelo vengono proposte modifiche allo statuto di Bf.

L’operazione eni


Il colosso nazionale dell’energia entrerà sia nella holding che nella società operativa. Bf, in particolare, trasferirà a Eni 393.750 azioni di Bonifiche Ferraresi, rappresentative del 5% del capitale sociale, per un controvalore di 20 milioni. La plusvalenza per Bf è di 6,7 milioni. Eni poi entra anche nel capitale della holding, attraverso un aumento di capitale riservato che le garantirà oltre 6,2 milioni di azioni di nuova emissione pari al 3,32% del capitale Bf. Le azioni saranno sottoscritte ad un prezzo unitario di 3,225 euro per azione, per un controvalore complessivo di 20 milioni: c’è uno sconto di circa il 10% rispetto al prezzo medio ponderato del titolo nell’ultimo trimestre. Eni si è impegnata a sottoscrivere, dopo il sì dei soci Bf, enro il 31 gennaio.

Il parallelo l’accordo prevede la costituzione di una joint venture paritetica per almeno 36 mesi di attività di ricerca, sperimentazione e analisi da parte del gruppo jolandino «su sementi di piante oleaginose al fine di poterle utilizzare come feed-stock per le bio-raffinerie Eni», oltre a valutare la possibilità di produrre le sementi nei paesi della galassia Eni, con progetti di sviluppo. È prevista la formazione di personale Eni o della joint che possa essere utilizzato nelle filiere di sviluppo di questi progetti.

c’è intesa

Gli amministratori Bf hanno poi deliberato di proporre all’assemblea un aumento di capitale riservato a Intesa Sanpaolo, con le stesse condizioni offerte a Eni. Si propone quindi di deliberare l’emissione di 6.201.550 azioni Bf pari al 3,32% del capitale, sempre al prezzo di 3,225 euro ad azione, per un controvalore di 20 milioni. Intesa ha garantito il lock-up per 18 mesi delle azioni sottoscritte. L’esclusione del diritto di opzione a favore della banca, secondo il Cda jolandino, trova «giustificazione nella presenza di quest’ultima nel mondo dell’agribusiness»; può essere «un primo passo d’intese future».

parole e statuto

«Due grandi alleanze che rafforzano il disegno strategico e il posizionamento industriale del gruppo - commenta Federico Vecchioni, a.d. holding - Oltre all’importante dotazione di capitale, queste partnership aprono nuovi mercati, forniscono know how e riconoscono la leadership di Bf nel comparto agroindustriale nazionale».

Il Cda proporrà poi all’assemblea di «specificare nello statuto la vocazione della società rispetto al rispetto e alla tutela dell’ambiente». Viene infine ampliato l’oggetto sociale prevedendo di lavorare all’estero, nei tre settori principali. Sarà possibile presentare liste con un numero di candidati inferiore alle poltrone di Cda.

S.C.

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