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Lutto cittadino ad Argenta, tutto fermo per un minuto

Bandiere a mezz’asta e saracinesche abbassate. Il sindaco: «Giorni terribili» I funerali di Paola Carrozza e Marialuisa Sibilio non si terranno insieme

ARGENTA. Argenta ieri mattina si è fermata. A mezzogiorno in punto il suono delle campane ha accompagnato il minuto di silenzio voluto per ricordare Paola Carrozza, 21 anni; Marialuisa Sibilio, 20 e Merengnna Peaduru 33 anni. «Abbiamo proclamato lutto cittadino – ha detto il sindaco Andrea Baldini –. Sono stati giorni terribili, e abbiamo contato tre vittime della strada nella nostra comunità in meno di 24 ore. Piangiamo due giovanissime ragazze vittime di un incidente in via Matteotti, e purtroppo un altro incidente si è rivelato mortale la mattina dopo sulla strada statale 16 Adriatica. Oggi è lutto cittadino perché tutti si stringono alle famiglie colpite da questi fatti tragici, per le quali non riusciamo a trovare le parole». Le bandiere sono rimaste a mezz’asta e i negozi hanno abbassato le saracinesche. All’interno dell’istituto Montalcini momento di raccoglimento alle 12.30.

Le preghiere


Il pensiero va anche ad Elisa di Bona, alla guida dell’auto su cui viaggiavano le ragazze martedì sera, che si trova ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Sant’Anna di Cona. Fino a ieri le sue condizioni erano stabili, ma la ragazza resta comunque grave. La piccola comunità di Anita, la frazione di Argenta in cui vive la giovane assieme al padre Michele e la madre Roberta, si è stretta al dolore della famiglia: un bar e un piccolo negozio di tabacchi e alimentari in cui quelle quattrocento persone vanno e vengono continuando a chiedersi come sta la loro Elisa, mentre il padre, distrutto, si avvia verso l’ospedale di Cona. Perché la figlia resiste, così come ha fatto quel suo vecchio curriculum rimasto tra i resti di quello schianto e i fiori di amici e familiari.

Un’immagine da brivido, che racconta in poche righe la sua vita, le sue esperienze e le sue passioni. Del resto che Elisa sia una ragazza sensibile oltre che bella lo dice il suo ultimo post su Instagram, qualche ora prima della tragedia: “Mostrare le tue emozioni non ti rende una persona debole”. Un promemoria amichevole – come lo aveva titolato lei stessa – condiviso dalle sue due amiche del cuore, Marialuisa e Paola, rimaste uccise in quello schianto. E poi c’è il moroso, Francesco di Argenta, che commenta quella citazione che oggi, alla luce dei fatti, non può che commuovere: «Io ti aspetto comunque ancora qui, il posto a tavola rimane apparecchiato per te. Ciao fiorellino, ti amo ricordatelo sempre».

Le iniziative

È ancora presto per fissare la data dei funerali delle due amiche, considerato che il magistrato ha disposto l’autopsia, come poi quasi sempre avviene in casi come questi, sui loro corpi. Ieri pomeriggio alcune amici e amiche sono andate a casa Carrozza per portare conforto alla mamma Linda, al papà, alla sorella Melissa, al fratello e alle due sorelline. I funerali delle due amiche non saranno comunque celebrati insieme e le date non sono ancora state fissate. Le famiglie preferiscono una cerimonia più intima e raccolta, in questo momento non se la sentono. Per quel che riguarda la dinamica, la tesi più accreditata è che la macchina su cui le tre ragazze viaggiavano ha sbandato dopo l’uscita dalla curva, ha invaso la corsia opposta e è finita poi contro l’albero. Nello sbandare avrebbe urtato anche l’altra vettura, che stava arrivando in opposto senso di marcia. Certamente il numero di fiori e di candele continua a crescere attorno a quel platano e lungo la via Matteotti, all’altezza della Celletta e come ha detto anche il primo cittadino, «chiediamo a gran voce che lo Stato ci venga in aiuto, dandoci gli strumenti per intervenire sulla sicurezza per le strade. Strumenti per il controllo della velocità, che oggi hanno regole rigidissime, troppo rigide, per l’installazione, ma che pensiamo debbano essere molto più diffusi; ma anche interventi radicali su tutta la filiera: non è possibile che le macchine che guidiamo possano raggiungere velocità che sono vietate e in ogni momento pericolose». In questi giorni, forse anche per le condizioni del meteo non ottimali, le strade della nostra provincia, come anche quelle delle province vicine, sono diventate tremendo scenario di dolore e morte. «Nessuno deve più soffrire come noi in questo momento. Nessun genitore deve provare quello che stiamo provando. Un incubo, un incubo senza fine», l’appello della mamma di Paola Carrozza, «intervenite su quelle strade».

Annarita Bova

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